Commercio di prossimità, Tosi (M5s): «Estendere provvedimento su grande distribuzione fino al 30 giugno 2021»

«Il sistema commerciale e produttivo ligure, già provato dalla preesistente crisi economica a livello internazionale, nonché dai gravi problemi infrastrutturali verificatisi negli ultimi anni, ha subito un ulteriore collasso»

Genova. «È indubbio che il commercio di prossimità e le piccole realtà commerciali liguri stanno attraversando una crisi senza precedenti: alla curva discendente degli anni passati si è ora sommata la débâcle del Covid-19. I dati parlano chiaro: il sistema commerciale e produttivo ligure, già provato dalla preesistente crisi economica a livello internazionale, nonché dai gravi problemi infrastrutturali verificatisi negli ultimi anni, ha subito un ulteriore collasso, soprattutto nell’ambito delle piccole e microimprese. Come emerge dall’analisi dei dati pubblicati da “Infocamere Movimprese”, relativi al primo trimestre del 2020, in Liguria sono scomparse 670 imprese del commercio, di cui 493 nella vendita al dettaglio. Tra queste, solo per provincia di Genova la perdita è stata di 234 imprese. I conti sono in profondo rosso, le attività chiudono e noi siamo chiamati ora a porvi rimedio, guardando al futuro e proponendo soluzioni concrete. Rimuginare sul passato e soprattutto su passate politiche non risolve i problemi attuali dei commercianti», dichiara il capogruppo regionale Fabio Tosi presentando la relazione di minoranza in merito al DDL 307/2020.

«Ecco perché oggi, in Consiglio regionale, abbiamo accolto con riserva il testo della maggioranza, condivisibile nel suo spirito ma non sufficiente all’atto pratico: riteniamo infatti che la sospensione prevista per la presentazione delle domande di rilascio di autorizzazioni per nuove aperture di Grandi Strutture di Vendita e Centri Commerciali fino alla data del 31 dicembre 2020 non sia sufficiente per produrre gli effetti che con esso si vogliono ottenere. Per rispondere alla crisi dei negozi di vicinato, la maggior parte dei quali sono a conduzione familiare, occorre dare loro respiro, evitando che possano essere continuamente schiacciati dai “giganti” del commercio. Ragion per cui abbiamo proposto di estendere il provvedimento al 30 giugno 2021, ma la maggioranza ha ancora una volta fatto quadrato e respinto, con la solita miopia, il nostro emendamento», conclude Tosi.