Chiappori sulle candidature Lega alle Regionali: «Il partito manda avanti i ronzini al posto dei cavalli, tanto i voti li prende Salvini”

Su Rivieracqua: «Tutti i comuni devono conferire i loro beni nel consorzio dell'acqua pubblica»

Sanremo. Seconda parte de “Un caffè con…“, primo ospite in studio della nuova stagione il sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori. Il primo cittadino della Città degli aranci parla dei problemi del nodo idrico ma anche delle prossime elezioni regionali, senza mancare di lanciare qualche stilettata al suo stesso partito, la Lega.

collage un caffè con chiappori 2

A proposito di elezioni regionali e di candidature della Carroccio,  Chiappori dice: «Le candidature della Lega non le faccio io, ma non so neanche chi le faccia. A due passi dalla fine dovrebbero dire quali sono i candidati per far correre i cavalli, altrimenti faremo correre gli stessi ronzini.Quando ero segretario provinciale facevo il giro delle sezioni e si preparava la corsa. Ma adesso i voti li prende Salvini… ».

Sul problema dell’acqua pubblica, Chiappori dice:«Parlo come componente del Comitato tecnico di Rivieracqua e come sindaco di Diano Marina, una città che si è pagata per intero  il raddoppio del Roja perché nelle bollette ci arrivava uno 0.50 in più per poter realizzare l’opera che fecero Amat e Amaie e oggi c’è pure qualcuno che dice è la mia. Un’opera che oggi è l’unica e che è obsoleta e se si rompe il Golfo dianese rimane senza acqua. Qui c’è gente che ha pagato centinaia di migliaia di euro».

«Quando si  è costituita Rivieracqua si è deciso che devono entrare tutti i comuni. Non è possibile che qualcuno a metà strada dica non ci sto. Tutti insieme e tariffa unica significa entrate di 45 milioni di euro. Rivieracqua soffre perché ne entrano solo 12/13. Io, come comune di Diano che sono socio al 3 per cento, potrei esserlo al 35, perché Diano Marina da sola garantisce 3 milioni e mezzo. Se ci sono società che chi di dovere ha deciso che devono chiudere perché cessate, sono obbligate a entrare nel soggetto che l’Ato imperiese ha creato, Rivieracqua. Siamo in uno Stato delle banane dove non sci sono regole fisse dove qualcuno pensa di comportarsi come vuole senza pagare il conto. Amaie e Secom hanno deliberato adesso ma dovevano già essere dentro dal 2017, così Amat, così Aiga. Nessuno ha detto loro di vendere quote a privati quando lo hanno fatto. Bisogna creare il Piano di investimenti e mi pare che il commissario nominato dalla Regione  (Gaia Checcucci ndr) lo stia facendo. Tutti devono conferire i loro beni. Una parte della società può essere venduta a un privata, ma la società deve rimanere pubblica», sottolinea Giacomo Chiappori.