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Turismo, Salvatore (ilBuonsenso): «Riaprire sì ma non bisogna dimenticare gli aiuti promessi al settore»

«Appare chiaro che pochi hanno la situazione sotto controllo e l'unica salvezza sta nel buonsenso del singolo cittadino che deve riprendere gradualmente le sue attività prestando attenzione soprattutto ai contatti e agli spostamenti»

Genova. «Apprendiamo in questi giorni notizie contrastanti sulla situazione del coronavirus e soprattutto sulla ripartenza post-emergenza. Regione Liguria sta riaprendo a grandi passi tutte le attività produttive e il lavoro degli esercenti, fino agli spostamenti che, stando alle ultime dichiarazioni, dovrebbero essere completamente liberi entro i prossimi giorni, anche fra regione e regione.

Il professor Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano arriva addirittura a dire che il coronavirus “clinicamente non esiste più”, come se il virus fosse scomparso nel nulla, quando fino a poche settimane fa eravamo ancora nel pieno dell’emergenza, con decine di persone intubate e misure di precauzione rigorosissime.

Nel frattempo le nazioni europee si boicottano l’una con l’altra, come la Grecia, che chiude la porta in faccia a lombardi, piemontesi, veneti e italiani in generale, chiedendo a tutti i turisti di sottoporsi a stringenti e assillanti test e verifiche mediche. Addirittura, sette giorni di isolamento e osservazione anche a tampone negativo» – fa sapere Alice Salvatore, presidente del Movimento ilBuonsenso.

«Appare chiaro che pochi hanno la situazione sotto controllo e l’unica salvezza sta nel buonsenso del singolo cittadino che deve riprendere gradualmente le sue attività prestando però ancora attenzione soprattutto ai contatti e agli spostamenti. Ma dal punto di vista economico sembra che la Regione stia facendo un gioco molto poco ortodosso: questa fortissima volontà di apertura, questa grande cavalcata alla ripresa di tutte le attività è certamente positiva, ma in buona sostanza dà alla Regione la comoda opportunità di “dimenticarsi” gli aiuti che aveva promesso nei mesi scorsi.

In altre parole, dal momento che le aziende e le attività possono lavorare, “affari loro”: non c’è più motivo di chiedere niente. In effetti, sia che il Covid-19 diventi un brutto ricordo, e tutti lo speriamo, sia che invece il pericolo sia ancora in agguato: in entrambi i casi Regione deve aiutare queste aziende, perché loro il danno lo hanno subito comunque. E perché un impegno preso va sempre onorato.

Insomma, un tentativo di defilarsi dalle proprie responsabilità quanto prima possibile per non erogare quei fondi che erano sempre stati promessi. Purtroppo il mondo dell’imprenditoria e del commercio non funziona così, come “funzionano” gli annunci roboanti che vengono rinnegati in un battibaleno. Le aziende che sono state chiuse e non hanno fatturato per oltre due mesi non possono riaprire come se nulla fosse e l’ammanco di guadagni e incassi accumulato nelle settimane precedenti non può essere archiviato.

La Regione deve comunque mantenere gli impegni presi ed erogare i fondi alle piccole e medie imprese, ai commercianti, alle partite Iva e liberi professionisti che non hanno certamente risolto, con uno
schiocco di dita, i loro problemi.

Lavoreremo quindi in Regione per capire quali fondi sono a disposizione e quali saranno le modalità di erogazione, perché conoscendo il mondo dell’imprenditoria ligure sappiamo bene quali siano le difficoltà e il pesantissimo strascico causato dall’emergenza coronavirus, che è tutt’altro che finito» – dice Alice Salvatore de ilBuonsenso.