Regionali Liguria, si decide a Roma il candidato del centrosinistra e Movimento 5 Stelle foto

Dopo i veti incrociati su Ariel Dello Strologo e Ferruccio Sansa

Genova. Si decide nelle stanze romane il nome del candidato dell’alleanza Pd-Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione alle prossime elezioni che dovrebbero tenersi il 20 e 21 settembre.

Dovrebbe essere l’ultimo capitolo, quello decisivo, per la scelta dello sfidante principale di Giovanni Toti dopo la bocciatura da parte della direzione regionale dei Democratici del giornalista del “Fatto QuotidianoFerruccio Sansa, sostenuto da una rete di forze civiche, associazionistiche e dalla sinistra alla sinistra del  Pd (LeU, Linea Condivisa) in quanto considerato nome non sufficientemente in grado di aggregare una ampia convergenza (dal centro alla sinistra), pur sponsorizzato dal vicesegretario Pd Andrea Orlando.

Sansa era, invece, il nome preferito, tra quelli rimasti in lizza, del Movimento 5 Stelle, che a sua volta aveva messo il veto sul candidato uscito dalla bocca del PdAriel Dello Strologo. Secondo i pentastellati, infatti, Dello Strologo, esponente della comunità ebraica genovese, sarebbe lontano dall’identikit di candidato civico perché troppo vicino all’area dem. Al  Movimento non è nemmeno piaciuto  il lancio della candidatura attraverso i media senza un confronto preventivo.

Non è escluso che dal vertice romano (stasera?)  possa essere rilanciata la candidatura di Ferruccio Sansa ma in questo caso è facile preconizzare un ulteriore scompaginamento dell’allenza, coi centristi pronti a staccarsi e rilanciare sul docente universitario Aristide Massardo, ex preside di Ingegneria o addirittura una rottura definitiva della coalizione giallorossa. Inoltre, il Pd dopo aver dato assicurazioni ad Ariel Dello Strologo sostenuto da una convergenza di associazioni genovesi di area, dovrà anche risolvere questo problema in casa propria.

Italia Viva di Matteo Renzi ha confermato che sarà della partita anche in Liguria, sottolineando la propria incompatibilità con qualunque candidato contrario alla Gronda. E Ferruccio Sansa non ha mai fatto mistero di non gradire questa soluzione viabilistica, oltre a non essere mai stato tenero dalle colonne del Fatto su l’ex premier e la sua politica.