Jole Corigliano, il leader degli studenti medi imperiesi saluta il suo liceo con un 100

Ha organizzato le manifestazioni sull'edilizia scolastica e sul riscaldamento delle aule. Per lui si profila carriera politica nel Pd

Imperia. Il leader degli studenti medi imperiesi  Jole Corigliano tramite un messaggio su Facebook, appena terminata la maturità saluta il suo liceo, i suoi compagni e docenti. Ha, infatti, appena affrontato con successo la maturità con il punteggio 100

«Questi 5 anni che ho trascorso nelle aule e nei corridoi del mio liceo, il Carlo Amoretti di Imperia, sono stati pieni di soddisfazioni. E’ qui che è iniziata la mia attività politica ed il mio impegno sociale.
Ero in prima liceo quando mi iscrissi per la prima volta ai Giovani Democratici ed ora esco dalla quinta liceo che mi ritrovo vicesegretario provinciale. In seconda e in terza liceo divenni il rappresentante di classe. In quarta liceo venni eletto rappresentante d’istituto e in quinta rappresentante in Consulta provinciale degli Studenti per il mio liceo, l’Artistico e la sede di Sanremo. Il mio ricordo più bello di questo impegno studentesco è la manifestazione che ho organizzato per chiedere maggiore attenzione allo stato degli edifici scolastici e maggiori fondi per il riscaldamento delle aule d’inverno.

In questi 5 anni sono maturato e ho raggiunto obbiettivi personali, ho fatto cose che non avrei mai pensato sarei riuscito a fare, ho incontrato persone che non dimenticherò mai. Ho conosciuto professori che in un modo o nell’altro, nel bene o nel male, mi hanno consegnato le chiavi del domani, con i loro insegnamenti e le loro lezioni mi hanno arricchito, sostenuto e spronato a dare il meglio.

Questa scuola, con tutti i suoi difetti, i suoi ingranaggi arrugginiti, i suoi limiti e le sue mille sfaccettature, è una scuola che mi ha dato tanto e fatto crescere, non tanto come studente, ma come cittadino. Certo, non sono mancate le incomprensioni, gli errori, non è sempre stato tutto così idilliaco, ma ciò che in fin dei conti rimane sono i ricordi, quelli più belli, quelli degli scambi culturali, di quei momenti in cui il lato umano dei professori emerge e ti sconvolge completamente il pregiudizio che mi ero preconfezionato nei loro confronti, le figuracce fatte in classe con il proprio compagno di banco, e tante, troppe, altre cose, bellissime e indimenticabili.

Ora, dopo 5 anni mi sembra kafkiano dover dire addio a quelle mura che hanno rappresentato, parafrasando Churchill, “sangue, sudore e lacrime” per certi versi ed euforia, soddisfazione e coraggio per altri. Lascio questa scuola con nostalgia ed entusiasmo. Lascio questa scuola con un bel 100 e tanti, troppi, ricordi».