Imperia, i Radicali offrono la propria sede ai Piani per far scontare gli arresti domiciliari a Carlo Carpi

L'ex candidato sindaco in cella a Marassi dal 1° luglio condannato a un anno e 10 mesi di reclusione

Imperia. «L’ associazione radicale Graf offre la propria sede di Imperia per ospitare Carlo Carpi agli arresti domiciliari, se concessi». Lo dichiara il militante radicale Gian Piero Buscaglia.  «L’alloggio è in via Dalla Chiesa (ai Piani ndr)  periferia, ultimo piano senza dirimpettaio, né telefono, né internet, né tv. Più isolato di così c’è soltanto il confino».  precisa Buscaglia.

L’ex candidato sindaco di Imperia e Sanremo, infatti, si trova in carcere a Marassi dal 1° luglio 2019 per scontare una pena definitiva, a un anno e 10 mesi di reclusione a seguito di una condanna della Corte di Appello di Torino per i reati di calunnia, diffamazione e stalking nei confronti di un giudice.

«Carpi non è Tortora -prosegue Gian Piero Buscaglia –  ma un cocciuto in cella da 11 mesi per offese a una giudice con la quale ebbe una storia 15 anni fa. E’ pericoloso? E’ legato a cosche, logge, crimine organizzato, reti di vip tali da poter fuggire a Dubai o Beirut? Niente pene alternative, la testardaggine si punisce con la galera».

«Tramite lui poniamo il tema del ruolo del carcere nella società, seguiamo il caso  dall’estate scorsa, in visita a Marassi e poi  il 14 dicembre nel carcere genovese. Non abbiamo atteso la quarantena, gli appelli materni per rischio contagio, i motivi legali apparsi su media liguri e Avvenire, L’Opinione, Ristretti Orizzonti, Radio e Notizie Radicali con intervento del direttore Valter Vecellio, le cui frasi, fatte ascoltare al telefono dalla fidanzata, sono bastate a una guardia, che evidentemente origliava, per accusare la presenza di più voci, più persone. Si pretende contrizione, ritrattazione delle incaute denunce. Se con Mani pulite il carcere serviva a far parlare gli inquisiti, ora si vuol imporre al reo di chiedere cattolicamente perdono dei peccati», conclude il militante radicale».