Quantcast

Imperia, celebrata la Festa della Marina, Semeraro: «Cerimonia breve ma intensa su valori condivisi» fotogallery

Nell'anniversario dell'impresa di Premuda, episodio importante della prima guerra mondiale

Imperia. È stata celebrata stamattina, alla presenza del prefetto Alberto Intini, nell’anniversario dell’impresa di Premuda del 10 giugno 1918, la Festa della Marina.

«Si è trattato di una cerimonia breve ma intensa nel rispetto delle normative anti- Covid  -dice il comandate della Capitaneria di porto Giuseppe Semeraro –  in particolare della commemorazione di valori ai quali facciamo riferimento tutti i giorni. Mi piace sottolineare l’intensità del momento che è stata condivisa   con l’aliquota ridotta di personale e con una rappresentanza dell’Associazione Marinai d’Italia. Questo è un po’ il senso profondo di questo momento, una condivisione di valori tra chi ieri ha indossato la divisa e chi oggi indossa questa stessa divisa, con comuni valori di ieri e di oggi.  Il prefetto Alberto Intini ci ha onorato della sua presenza pur nel rigoroso rispetto delle distanze».

Oltre al prefetto Intini e al capitano di fregata Giuseppe Semeraro erano presenti il tenente di vascello Giorgio Domenico Coppola comandante dell’ufficio marittimo circondariale di Sanremo e il capitano di vascello Guido Ferraro presidente dell’Associazione nazionale marinai d’Italia di Imperia.

L’impresa di Premuda considerata la svolta a favore dell’Italia della Prima guerra mondiale,  fu un’azione navale compiuta dai Mas 15 e 21 rispettivamente comandati da Luigi Rizzo e dal savonese Giuseppe Aonzo, che all’alba del 10 giugno 1918, in piena prima guerra mondiale, penetrarono di nascosto tra le unità di una formazione navale nemica diretta al canale d’Otranto, riuscendo a silurare e ad affondare la corazzata SMS Szent István (Santo Stefano).

Nell’azione venne colpita da un siluro anche la corazzata gemella Tegetthoff (dal nome dell’ammiraglio che nel 1866 sconfisse la flotta italiana nella battaglia di Lissa),  ma in questo caso il mancato funzionamento del dispositivo di esplosione impedì l’affondamento.