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Imperia, Amat invoca la Corte dei conti: «Valuti l’operato del commissario Checcucci gestore dell’acqua provinciale»

Esposto sulle modalità di esercizio dei poteri che spettavano alla Provincia a proposito del ciclo idrico integrato

Imperia. E’ dei giorni scorsi un esposto a firma del presidente di Amat Maurizio Temesio al governatore della Regione Giovanni Toti e, tra gli altri, alla procura regionale per la Liguria della Corte dei conti. Informato anche il prefetto Alberto Intini  e il sindaco di Imperia Claudio Scajola.

Nelle 7 pagine di documento si mette nel mirino, appunto, l’attività del commissario di Rivieracqua Gaia Checcucci nominata nell’agosto scorso con proprio decreto dal presidente della Regione commissario dell’Ato idrico, in sostituzione della Provincia.

Nel documento Amat chiede che «vengano valutate l’adeguatezza e la sostenibilità degli atti che costituiscono il Piano d’ambito dell’Ato anche avuto riguardo alla realizzazione degli interventi idonei a garantire il superamento delle criticità depurative oggetto di precedute di infrazione, nonché delle situazioni di crisi idrica». Traducendo, una sonora “bocciatura” su tutta la linea delle attività svolte nel corso di quasi un anno dal commissario.

Sul tavolo c’è, dunque,  l’intimazione da parte di Rivieracqua ad Amat di consegnare le reti senza un corrispettivo definito, mentre la Provincia, a suo tempo,  aveva fatto una valutazione di 23 milioni di euro. Tale richiesta da parte di Rivieracqua è stata oggetto anche di un ricorso al Tar.

«Non possiamo certo – sottolinea Maurizio Temesio contattato al telefono –   consegnare i nostri beni a Rivieracqua senza avere in cambio nulla».

«Le difficoltà finanziarie di Rivieracqua sono tali da indurre il medesimo gestore a depositare presso il Tribunale di Imperia istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo -scrive, infatti, Temesio  che aggiunge: «la situazione finanziaria in cui versa Rivieracqua impedisce di fatto la compiuta realizzazione degli interventi previsti dalla vigente pianificazione d’ambito, non solo per quanto riguarda il trattamento delle acque reflue urbane ma anche per il segmento acquedottistico».

Nell’esposto si contestano anche, ed è questo il motivo che ha indotto Amat a chiamare in causa la magistratura contabile i frequenti costituzioni in giudizio da parte di Rivieracqua in cause intraprese da Amat come quella contro Arera, l’ Autorità di regolazione per energia reti e ambiente per la definizione delle tariffe. «Non è ammissibile -commenta Temesio – che Rivieracqua che si trova sul filo del dissesto intervenga in tutti i giudizi pendenti in cui ci siamo noi».

«Spiace osservare– conclude Maurizio Temesioche trascorsi ormai più di 8 mesi dal suo insediamento il commissario ad acta non abbia adempiuto ad alcune delle funzioni attribuite dal presidente della giunta regionale con il decreto di nomina, ma anzi, abbia adottato atti del tutto estranei rispetto ai poteri spettanti»