Economia circolare, Salvatore (ilBuonsenso): «Migliorare la vita e risparmiare in Liguria»

«Dà modo di riparare agli errori fatti in passato in quanto a sfruttamento dell’ambiente e delle sue risorse: attraverso interventi mirati è possibile bonificare l’aria, la terra e l’acqua a seconda delle necessità»

Genova. «L’economia circolare è un approccio di rigenerazione delle risorse che consente di rispettare il proprio ambiente senza distruggerne la biodiversità e riuscendo allo stesso tempo a poter disporre di tutto ciò che serve. Non solo, aiuta ad utilizzare meglio le risorse e quindi ad abbassare considerevolmente i costi di rifiuti, bollette e tutto ciò che è collegato. Un sistema basato sulle 5 R: ridurre, riutilizzare, riparare, riprogettare e riciclare.

L’economia circolare è un’economia che si rigenera da sola e che consente, attraverso l’applicazione anche dell’ingegneria naturalistica, la possibilità di vivere in un ambiente sicuro, contrastando attivamente quelli che sono i maggiori problemi delle nostre terre, delle acque e dell’aria: il percolato, l’inquinamento da combustione e tutte le emissioni inquinanti, le scorie, gli scarti, il consumo di suolo e il dissesto idrogeologico» – dice Alice Salvatore, presidente Movimento ilBuonsenso.

«In poche parole si tratta di un sistema economico pianificato per ridurre gli sprechi riutilizzando i materiali a nostra disposizione. Sono due le tipologie di materiali inserite in un approccio circolare: quelli biologici che possono essere reintegrati nella biosfera e quelli tecnici che possono essere rivalorizzati. È ormai chiaro a tutti che bisogna abbandonare il modello economico lineare basato sull’accessibilità a grandi quantità di risorse. Perché le
risorse non sono infinite e non possiamo più fare finta che non sia così.

L’economia circolare, nel suo sistema di riutilizzo dei materiali, ha nella decementificazione uno dei suoi capisaldi: è importante puntare ad una rinaturalizzazione dell’ambiente in cui viviamo, a partire dalle coste e dalle sponde cementificate dei corsi d’acqua. Essi devono tornare ad essere ospitali e salubri, habitat perfetti per noi,  per tutta la fauna e la flora autoctona: in questo modo è possibile,  tra l’altro, prevenire disastri naturali ed ecologici come le frane,  le alluvioni che non di rado mettono in serio pericolo la popolazione.

Un’economia che si muove e prospera a favore del cittadino si basa sull’utilizzo delle energie rinnovabili: si può garantire l’autosufficienza energetica semplicemente utilizzando in maniera  corretta fonti illimitate come il sole, la potenza idrica, il vento e  il mare. Gli impianti ovviamente devono essere studiati in base alle caratteristiche specifiche del territorio, evitando di disturbare gli equilibri dell’ecosistema del quale faranno parte.

L’economia circolare dà modo di riparare agli errori fatti in passato in quanto a sfruttamento dell’ambiente e delle sue risorse: attraverso interventi mirati è possibile bonificare l’aria, la terra e l’acqua a seconda delle necessità. Esempi importanti sono la bonifica dei territori dall’amianto e da tutti gli agenti inquinanti, la messa in sicurezza idrogeologica del territorio, fornendo in questo modo alla popolazione non solo salute e sicurezza ma anche lavoro. E una  mobilità sia pubblica sia privata volte al rispetto dell’ambiente e all’eliminazione degli sprechi.

C’è molto da fare ancora, come dimostrano gli ultimi dati Istat sullo stato di attuazione dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030,  adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: la  cementificazione è ancora in aumento, c’è tuttora il mantenimento dei  sussidi alle fonti fossili, la quota di investimenti in Ricerca e  Sviluppo in rapporto al Pil in Italia è ancora al di sotto della media  UE, l’indicatore sulla speranza di vita in buona salute alla nascita è  troppo basso rispetto alla speranza di vita in generale, il rischio a  cui è sottoposta la biodiversità è troppo alto.

Sono molte le possibili applicazioni dell’economia circolare in Liguria, prima fra tutte quella relativa al ciclo dei rifiuti. Attraverso di essa – investendo in ambito tecnologico per modernizzare gli impianti e metterli a norma – la gestione dei rifiuti potrà essere per sempre sottratta alle ecomafie visto che, secondo il report 2018  di Coldiretti, il business criminale collegato allo smaltimento  illegale dei rifiuti ammontava in quell’anno addirittura a 21,8  miliardi di euro sul territorio nazionale!)*. Il sistema virtuoso dell’economia circolare porterebbe alla creazione di maggiori posti di lavoro e a un miglioramento sostanziale delle condizioni di salute e di vita di tutti i cittadini, per non parlare di tutti coloro che  vivono nei pressi degli impianti e che da anni subiscono danni  importanti alla salute e criticità.

I rifiuti non devono più essere considerati un problema per la comunità, sia in termini ambientali che economici, con l’economia  circolare i rifiuti diventano risorsa per tutti: a condizione che la  loro gestione sia affrontata secondo i principi delle 5 R dell’economia circolare:
• Ridurre
• Riutilizzare
• Riparare
• Riprogettare
• Riciclare
Abbiamo un solo pianeta: dobbiamo imparare a rispettarlo» – afferma Alice Salvatore, presidente Movimento ilBuonsenso.