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L'intervista

Cinema e teatri, in attesa della riapertura l’Ariston di Sanremo studia nuove forme di comunicazione

Una data certa per la ripartenza? Vacchino: «Non è ipotizzabile»

coronavirus cinema Ariston

Sanremo. «Ad oggi stiamo aspettando le nuove disposizioni del dpcm del premier Conte prima del prossimo 14 giugno: precisazioni sui protocolli sanitari per il pubblico e sulle disposizioni tecniche, valutazioni su un’accoglienza che dia serenità e sicurezza senza essere invasiva e procurare sentimenti di ansia. E siamo anche in attesa di conoscere le uscite dei film nuovi: ad oggi, la produzione e distribuzione italiana ha dichiarato che non sono previste uscite a giugno, luglio e agosto, mentre la distribuzione americana prevede uscite a partire da metà luglio».
A dichiararlo è il patron dell’Ariston Walter Vacchino, che come altri imprenditori legati al mondo di cinema e teatro, attende il 14 giugno come possibile data di riapertura dopo oltre tre mesi di lockdown legato all’emergenza Covid-19. Se il settore ‘spettacolo’ è stato a lungo accantonato, nei giorni scorsi anche il Governo è tornato a parlare di cinema e teatri, stilando delle ipotesi per una imminente riapertura in totale sicurezza. Ma l’incertezza è ancora molta, visto che a una settimana dalla riapertura, non si sa ancora molto sulle misure di sicurezza che dovranno essere adottate.

Il Comitato tecnico scientifico della Protezione civile, riunitosi nel mese di maggio, ha realizzato una mappa di ripartenza da sottoporre al Governo per essere approvata: è da questa che si apprende che, vista la diminuzione del trend epidemiologico, la riapertura per i cinema e i teatri dovrebbe essere intorno alla metà di giugno.

Come dichiara il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, in un’intervista al “Il Fatto Quotidiano”, si stanno valutando degli accessi contingentati nei cinema e nei teatri, con un numero limitato di persone che si aggira intorno ai 200 posti se al chiuso e 1000 posti se si è all’aperto. Il tutto, ovviamente, dovrà avvenire nel rispetto delle regole: all’entrata verrà misurata la temperatura corporea, ci sarà l’obbligo di indossare la mascherina e di tenere un corretto distanziamento di un metro tra gli spettatori che non appartengono allo stesso nucleo familiare. All’ingresso dovranno essere disposti distributori di igenizzanti mani e il biglietto dovrà essere fatto su internet, per evitare il più possibile contatti umani.
Limitazioni sarebbero previste anche per quanto riguarda gli orari di ingresso.

«Per quanto riguarda le sale – spiega Vacchino – Debbono mantenere il distanziamento di un metro per le sedute con un massimo di 200 posti di capienza: questo vale per il teatro la Scala di Milano come per l’Ariston di Sanremo. Alla luce di ciò stiamo studiando e realizzando nuove forme di comunicazione, come un nuovo format #allecinquedellasera visibile sul sito aristonsanremo.com, con spettacoli realizzati sul palco reale e fruibili in sala e sul web (poltrona reale e poltrona virtuale)».

E ancora, è allo studio «una piattaforma per la fruizione sul web di film prodotti per le sale; spazi all‘ aperto per la visione cinematografica e altro ancora», dichiara Walter Vacchino.  «Per gli spettacoli di teatro – aggiunge – sono stati riposizionati da ottobre in poi, mentre per l’attività cinematografica stiamo cercando di inserire tutti i tasselli al loro posto per realizzare un progetto di riapertura globale di tutto il settore con campagna nazionale di promozione e sostegno, essendo riduttivo affidarsi all’iniziativa delle singole aziende, anche se temo questa sarà la strada che verrà percorsa».

Una data certa di riapertura? «Non è ipotizzabile – conclude l’imprenditore – Forse luglio? Ogni incertezza che si trasformerà in certezza renderà fattibile e reale l’accensione del proiettore».

 

 

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