Bussana Vecchia, Regione e Comune siglano un patto per il rilancio. Garanzie per gli occupanti

Il sindaco Biancheri: «Chi acquisirà l'immobile occupato deve essere certo di poter rimanere a vivere nel borgo»

Sanremo. Decenni di parole sul recupero di Bussana Vecchia ed è solo a metà 2020 che una prima pietra di accordo tra Comune e Regione potrebbe finalmente sbloccare le ipotesi di rilancio del borgo terremotato.

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Questa mattina a Palazzo Bellevue il sindaco Alberto Biancheri e l’assessore Mauro Menozzi hanno accolto l’assessore regionale all’Urbanistica e Demanio Marco Scajola, con al seguito i tecnici della Regione, per discutere vis a vis di come gestire la questione degli occupanti e, di conseguenza, la messa in sicurezza di quel territorio suggestivo, meta di tanti turisti da tutto il mondo che però, formalmente, è ancora terra di nessuno, abbandonata al Demanio dello Stato.

«Forse per la prima volta alla presenza di tutti gli attori principali, quella di oggi è stata una riunione veramente importante, ha commentato il primo cittadino. Da parte nostra abbiamo ribadito la piena volontà di andare avanti con il piano di recupero ma allo stesso modo bisogna trovare un modo per tutelare gli abitanti del borgo. Credo che nelle prossime settimane, con la scrittura dell’accordo di programma, andremo a mettere nero su bianco un’intesa che preveda la garanzia di acquisire gli immobili da parte degli occupanti, passando per un bando pubblico».

Dello stesso tenore l’assessore Marco Scajola che spiega: «Insieme al collega Menozzi abbiamo messo in piedi questa riunione con tutti gli enti interessati per arrivare alla sottoscrizione di un accordo di programma nel quale la Regione Liguria farà la sua parte finanziando la progettazione del recupero dell’intera borgata. Nel nostro discorso gli abitanti di Bussana Vecchia verranno coinvolti e nessuno verrà mandato via».

La vicenda di Bussana Vecchia e del borgo degli artisti risale nel tempo ed è diventata famosa in mezzo mondo. Frazione terremotata e abbandonata, è stata riscoperta da una comunità di artisti che per anni l’hanno abitata, rivitalizzandola, senza poter vantare alcun diritto di proprietà a causa del vincolo storico che insiste sull’area e che impedisce l’usucapione. Di recente, l’Agenzia del Demanio aveva mandato una raffica di cartelle esattoriali agli occupanti – circa un centinaio – per migliaia di euro, vantati a titolo di canone di occupazione di immobili altrimenti destinati alla rovina.