Assessore Benveduti: «Liguria ostaggio di Autostrade e Governo»

«Inaccettabile che cittadini e turisti non possano muoversi in Liguria, senza esser fermati da code interminabili»

Genova. «Dopo decenni di abbandono infrastrutturale, la Liguria è oggi ostaggio di Autostrade e dell’insipienza del Governo. Altro che ripartenza, altro che Fase 3. A farne le spese sono i nostri cittadini, le nostre imprese, il nostro tessuto economico. Serve una programmazione e una pianificazione dei lavori che tenga conto delle necessità territoriali, non è più accettabile che il Mit non batta chiodo sull’argomento e disdegni gli inviti di Regione Liguria a partecipare ai tavoli di coordinamento, che periodicamente convochiamo con i rappresentanti economici». È il commento dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti.

«Troviamo inaccettabile – aggiunge l’assessore – che cittadini e turisti non possano muoversi in Liguria, senza esser fermati da code interminabili. Perché i controlli alle gallerie non sono stati fatti durante i tre mesi di lockdown? I lavori al nuovo ponte di Genova presentavano gli stessi problemi, eppure sono andati avanti e non hanno maturato alcun tipo di ritardo. Per anni abbiamo pagato pedaggi esorbitanti e ora ci ritroviamo in isolamento. Settori come il turismo e la ristorazione sono strozzati da questa situazione, così come il porto, le cui merci sono per il 90% trasportate su gomma. Per non parlare della presa in giro dell’unico e inutile collegamento giornaliero Alitalia tra Genova e Roma, che obbliga di fatto chi viaggia per lavoro a soggiornare nella capitale, perché inconciliabile con il ritorno».

«Incapacità elevata a merito che serve alla nostra Liguria un cocktail mortale, da cui difficilmente riusciremo a riprenderci, se non viene invertita la rotta. Con il “modello Genova” il nuovo ponte è stato ricostruito in un anno. Anziché litigare su tutto, tranne che sulle loro poltrone, il governo dovrebbe preoccuparsi di sbloccare finalmente i 14,5 miliardi di investimenti sulle autostrade, per avviare la Gronda e altre medie e grandi opere ancora ferme al palo, su cui la Liguria si gioca il proprio futuro. Siamo stufi di una politica che non si assume le proprie responsabilità e blocca interi settori dell’economia della nostra Regione», conclude Benveduti.