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Il caso

Ventimiglia, circonvenzione di incapace e riciclaggio: arrestati madre e figlio

La donna aveva sposato un facoltoso avvocato per poi depauperarlo e rinchiuderlo in una casa di riposo. In manette anche il figlio

tribunale imperia

Ventimiglia. Giovannina Barone, 66 anni, e il figlio Marco Cavicchioli, 30 anni, sono stati arrestati su disposizione della Procura di Imperia con l’accusa di circonvenzione di incapace, autoriciclaggio e riciclaggio. La misura cautelare che ha portato madre e figlio agli arresti domiciliari è stata eseguita stamani dalla polizia giudiziaria.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Grazia Pradella e dal sostituto Enrico Cinnella Della Porta, che le ha seguite passo passo, hanno portato gli inquirenti a scoprire il piano criminale messo in atto soprattutto dalla donna nei confronti di un facoltoso e anziano avvocato, M.A., 91 anni.
Tutto inizia nel 2017: quando la domestica di fiducia dell’uomo viene a mancare e per l’avvocato, che soffre di deficit cognitivi legati all’età avanzata, è necessario trovare una badante. Si fa avanti proprio Giovannina Barone, nata a Rossano Calabro, in provincia di Cosenza, ma residente da tempo a Ventimiglia. La sessantenne riesce a ottenere la procura generale per divenire tutrice del noto professionista e nel 2018 lo sposa. Un matrimonio dettato dalla convenienza, e non dall’amore per quell’anziano solo ormai in balia della propria moglie. L’uomo viene ricoverato in una casa di riposo, ad Apricale, isolato completamente dalle amicizie, dagli affetti, dagli anziani colleghi che ancora lo andavano a trovare. Chi vuole recarsi nella sua stanza nella Rsa della val Nervia, su disposizione della consorte, deve prima chiederle il permesso.

Enrico Cinnella Della Porta, magistrato che ha seguito le indagini

riviera24-Enrico cinnella della porta

Mentre il novantenne trascorre i suoi ultimi anni ad Apricale, la moglie entra in possesso del suo ingente capitale, depauperando il congiunto di oltre un milione di euro e vendendo alcuni dei suoi beni. Con i soldi del marito, acquista per il figlio un bar all’angolo tra via Roma e via Ruffini, il “Bar Home“. Di qui l’accusa di autoriciclaggio per Giovannina Barone e di riciclaggio per Marco Cavicchioli, che secondo la Procura era a conoscenza del modo in cui la madre si era procurata i soldi.

A lanciare l’allarme, preoccupato di non riuscire più a mettersi in contatto con l’anziano, è stato un cugino di settimo grado abitante a Milano: il parente più prossimo di M.A. La denuncia dell’uomo ha fatto scattare le indagini, iniziate alla fine del 2019.

Dopo circa sette mesi di indagine, la Procura ha chiesto e ottenuto dal gip Anna Bonsignorio, l’arresto dei due indagati, il sequestro preventivo dei conti bancari intestati a Giovannina Barone fino alla concorrenza di 660mila euro, quello dei conti correnti postali ancora intestati all’avvocato e il sequestro del bar. Le indagini hanno dimostrato che il novantenne soffriva già di deficit cognitivi dal 2014, dunque ben prima del matrimonio.

 

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