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Spiagge libere, Civicamente Bordighera: «Sono un dilemma se si scelgono imposizioni invece di responsabilità e controlli»

«Si può proporre un approccio alternativo basato sull’informazione e sull’incentivare la responsabilità individuale»

Bordighera. Mara Lorenzi per Civicamente Bordighera esprime un punto di vista sull’uso delle spiagge libere che rifugge da troppe imposizioni.

«Leggiamo delle gravi difficoltà in cui il Sindaco di Bordighera lamenta di trovarsi per organizzare l’uso in sicurezza delle spiagge, che definisce “una partita durissima”. Certo, quando si vuole esercitare un controllo capillare sullo spazio e sul tempo delle attività di cittadini e visitatori ci si ritrova a dover far quadrare molti cerchi e a spendere molti quattrini pubblici.

Si può proporre un approccio alternativo basato sull’informazione e sull’incentivare la responsabilità individuale. Rendere disponibile attraverso lo IAT e il sito web della città una piantina con l’ubicazione e capacità approssimativa di ogni spiaggia libera in modo che gli utenti possano prevedere la disponibilità di spazio. Postare ad ogni ingresso alle spiagge grandi immagini tipo cartoons che ribadiscano in almeno due lingue 3 cose: distanza sociale, divieto di assembramenti, multe sostanziose a chi trasgredisce.

Libero accesso alle spiagge più grandi con vigilanza itinerante della Polizia Municipale. Nessuna limitazione di orario. Sarà invece desiderabile regolamentare l’accesso alle spiagge più piccole nel centro della città. Perché non affidare questo lavoro anche a studenti ben istruiti sul significato del loro ruolo: fare sorveglianza ma creando intanto responsabilità? Con il piccolo stipendio estivo guadagnerebbero un’importante lezione di consapevolezza, da trasmettere ai coetanei.

Se il sindaco Ingenito intende contattare il presidente Toti nel nome della sicurezza della nostra estate turistica, la cosa che gli consigliamo di chiedere è informazione pubblica sul piano della Regione per la sorveglianza anti-virus e il tracciamento dei contatti. Ancora in Aprile il Ministro della Salute parlava di affidare alle Regioni e alle ASL il ruolo di “cacciatori di virus”, ma tra i tanti comunicati regionali non abbiamo ancora letto quello che ci dice chi sono i cacciatori, quanti, dove, e qual’e’ la strategia. I numeri della Liguria durante l’epidemia Covid non sono
stati e non sono tra i più virtuosi. Senza una presenza massiccia e articolata della salute pubblica sul territorio, l’estate sara’ una scommessa se non un azzardo – anche prenotando i posti in spiaggia» – afferma Mara Lorenzi per Civicamente Bordighera

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