Settore idrico, Iren: «In provincia di Imperia occorrono investimenti. Abbiamo esperienza, capacità e risorse per farli in tempi rapidi»

Società fra le più importanti del panorama industriale italiano, serve attualmente 2,8 milioni di abitanti nel settore idrico in diverse regioni italiane

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Imperia. Iren è una società fra le più importanti del panorama industriale italiano, serve attualmente 2,8 milioni di abitanti nel settore idrico in diverse regioni italiane e ha in previsione 1,4 miliardi di investimenti su reti e impianti nei prossimi 5 anni.

È in questo sintetico, ma efficace scenario che va inquadrata la strategia che il Gruppo Iren sta pianificando in vista di un’eventuale gara per la gestione dei Comuni dell’Imperiese: «L’obiettivo è creare convergenze di sistema, rivolgendosi ai soggetti del settore operanti sul territorio, al fine di essere pronti qualora gli enti competenti, in piena autonomia, stabilissero di indire una gara per la gestione del servizio, alla luce dell’esperienza di Rivieracqua, la cui condizione di dissesto ha portato anche al commissariamento dell’Ato Imperiese.

L’invito rivolto alle aziende storiche del settore idrico della Provincia di Imperia evidenzia quindi non solo una seria visione industriale, ma anche una volontà di valorizzazione della specificità territoriale, nonché la salvaguardia dell’esperienza acquisita dal personale di queste aziende».

Iren, che nel solo 2019 ha investito ben 289 milioni di euro su reti e impianti, si pone quindi, con la sua capacità organizzativa e finanziaria, anche come garante per la realizzazione di un piano straordinario di investimenti e manutenzioni. La conclamata emergenza strutturale del servizio negli ultimi anni ha reso ormai improcrastinabile tali interventi, in primis l’adduttrice del Roja, per garantire continuità dell’erogazione dell’acqua ai cittadini ed efficienza del servizio di depurazione.

«La capacità della nostra società di realizzare gli investimenti è testimoniata del resto da quanto accaduto a La Spezia, dove, dopo l’ingresso di Iren, gli investimenti sono passati da poco più di 6 milioni annui ai 21 milioni del 2019, con prospettive di incremento per i prossimi anni.

Investimenti che Ireti, durante gli ultimi dieci anni, non ha potuto attuare attraverso le aziende del territorio, che, poiché dichiarate cessate dalle gestioni, hanno dovuto limitarsi agli interventi indispensabili per mantenere il funzionamento del servizio. Pur non avendo adeguato recupero tariffario, Iren (attraverso Ireti) ha comunque sostenuto finanziariamente con 2,5 milioni di euro AIGA e 5,5 AMAT, consentendo a queste due società di continuare ad operare. Ed è previsto a breve un ulteriore sostegno di 5,5 milioni di euro per il rifacimento dell’acquedotto del Roja.

Quanto alla politica tariffaria, è bene ricordare che la stessa è regolamentata da parametri di legge indipendenti dalla natura del soggetto gestore, e legati alla qualità del servizio a cittadini e imprese, che occorre rimettere al centro con urgenza nell’interesse del territorio».

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