Sanremo, deserta la manifestazione d’interesse per il deposito RT di San Martino

Perno del piano di salvataggio della società del trasporto pubblico locale. Il presidente Giordano: «Valuteremo il da farsi»

Sanremo. Va deserta la manifestazione d’interesse per la vendita del deposito della Riviera Trasporti di San Martino. La valorizzazione immobiliare che era stata richiesta con urgenza dai vertici della società pubblica provinciale del trasporto pubblico locale, finisce nel conto delle vertenze “vittime” dell’emergenza coronavirus.

A specificarlo è il presidente di RT Riccardo Giordano«Faremo delle valutazioni sulla necessità di ribandire una manifestazione d’interesse o procedere a trattativa privata, ma vorrei fosse chiaro che se c’erano degli interessati, questi non si sono fatti avanti perché l’emergenza ha reso l’operazione meno appetibile…». Insomma, lascia intendere Giordano, i piani di vendita sono saltati a causa del Covid-19 e delle sue conseguenze sugli investimenti privati.

Continua il presidente del Cda: «Stiamo facendo delle valutazioni ma non abbiamo ancora deciso niente. E’ evidente che per noi è un problema non da poco non riuscire a valorizzare il deposito, ma non escludo ancora che si possa fare in futuro. Tutto dipenderà dagli interventi del governo rivolti a sbloccare il Paese. Credo sia una questione di tempo. Se poi le cose non dovessero ripartire, vedremo se metterci una pietra sopra e pensare ad altre strategie».

Il programma dalla società partecipata dalla Provincia, da Palazzo Bellevue e approvato dal consiglio comunale della Città dei Fiori, prevede lo spostamento in Valle Armea dei mezzi e officine Rt e il cambio della destinazione d’uso del deposito di corso Cavallotti per permettere la realizzazione di un supermercato da 3500 metri quadri, una struttura turistico ricettiva posta sul lato sud dell’area verso la pista ciclopedonale di 2250 mq o una residenza socio assistenziale.

Sull’ipotesi che potesse sorgere un nuovo outlet, si erano sollevate le reazioni contrarie di alcuni commercianti, preoccupati per la possibilità che nel quartiere, centro di negozi di vicinato, potesse nascere l’ennesimo centro commerciale. In questo senso l’amministrazione Biancheri aveva già precisato che non sarebbe stato dato l’assenso alla vendita di abbigliamento.

Dalla cessione sul mercato dell’edificio dovrebbero entrare nelle casse della società provinciale di trasporto pubblico circa 7 milioni di euro, il 10% dei quali invece finirebbe nelle casse di Palazzo Bellevue.