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Riaperture spiagge, Senarega (Lega): «Governo incapace, occorrono linee guida autonome per aiutare balneari liguri»

«Il Governo ha lasciato soli i sindaci, sul cui territorio insistono delle spiagge libere, senza neanche pensare a introdurre, per i controlli, un piano efficace, riprendendo il modello Spiagge Sicure varato da Matteo Salvini»

Genova. «Tra gli ombrelloni in spiaggia la distanza non può essere, come indicato dalle linee guida dell’Inail, almeno di 5 metri tra una fila e l’altra, e di 4 metri e mezzo tra ombrellone e ombrellone della stessa fila. In Liguria si rischia di non poter andare al mare perché in questo modo ci sarà posto solo per il 25% dei bagnanti». Lo ha dichiarato oggi il capogruppo regionale Franco Senarega (Lega).

«Inoltre – ha spiegato Senarega – il Governo ha lasciato soli i sindaci, sul cui territorio insistono delle spiagge libere, senza neanche pensare a introdurre, per i controlli, un piano efficace, riprendendo il modello Spiagge Sicure varato da Matteo Salvini».

«Le imprese balneari della Liguria, spesso a carattere famigliare, con la mancanza di aiuti economici per l’emergenza coronavirus e di certezze giuridiche sull’estensione delle concessioni al 2033, promesse dal Governo Conte, rischiano di non avere le condizioni necessarie minime per riaprire durante la prossima stagione estiva. Uno scenario che è da evitare assolutamente.

Per cercare di riparare i danni e colmare le lacune di questo Governo incapace, occorrono al più presto aiuti per le imprese e delle linee guida autonome che consentano ai balneari liguri di ricominciare a lavorare, ovviamente in piena sicurezza, nell’ambito del tessuto economico, sociale e turistico della nostra regione» – dice Franco Senarega, capogruppo regionale Lega Nord Liguria – Salvini.