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Primo weekend della fase 2 e settore ittico, Coldiretti: «La riapertura di ristoranti sostiene la flotta ligure»

«Con la riapertura tornano le condizioni per gustare pesce fresco e sostenere un settore sul quale pesa anche una forte dipendenza dall’estero»

Genova. Con il primo weekend della fase 2, e la possibilità di mangiare fuori casa presso le attività che in Liguria sono riuscite già a ripartire, arrivano anche per la flotta locale i primi segnali di ripresa del commercio, con il pesce che riconquista il suo canale privilegiato, quello appunto della ristorazione locale.

Lo stop forzato del canale Ho.re.ca fino alla vigilia dell’estate è stato un duro colpo per il settore ittico, che a cascata ha coinvolto anche le pescherie, i mercati all’ingrosso e alla produzione. A ciò si sono aggiunti, inoltre i limiti agli spostamenti che hanno causato un generale crollo della domanda di pesce fresco per consumo casalingo, con la nuova tendenza a fare la spesa ogni 2-3 giorni, per evitare di doversi recare spesso al supermercato, portando così i consumatori ad orientarsi verso conservati e surgelati.

«Il consumo di pesci, molluschi e crostacei – afferma la responsabile di Coldiretti Impresa Pesca Liguria Daniela Borriello - è di circa 30 chili all’anno a testa a livello nazionale, con la preferenza accordata fuori casa a polpo, vongole veraci, muscoli e seppie, anche se, sempre più spesso, soprattutto grazie agli ittiturismi presenti nella nostra regione, si stanno riscoprendo anche quei pesci meno conosciuti ma gustosi e genuini, tipici della nostra costa e della nostra cucina. Con la riapertura dei ristoranti, tornano le condizioni per gustare pesce fresco e sostenere un settore sul quale pesa anche una forte dipendenza dall’estero. Proprio per questo, l’articolato piano di sostegno post Covid-19 alla pesca elaborato da Coldiretti, prevede, tra le misure richieste, anche di inserire l’obbligo di indicare l’origine del pescato nei menu dei ristoranti».

«La chiusura forzata di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi – affermano il presidente di Coldiretti Liguria, Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa - ha avuto un effetto a valanga anche sull’agroalimentare della nostra regione colpendo settori di punta come appunto quello della pesca, acquacoltura e mitilicoltura. Nella prima settimana di riapertura i consumi dei pasti fuori casa sono stati ancora ridotti, a causa dello scarso afflusso di clienti e il conseguente rimando dell’apertura di molti locali. Ma a pesare, in Liguria, è senza dubbio anche la mancanza dei turisti che ogni anno raggiungono la nostra regione, ma, col tempo, siamo fiduciosi e sicuri che si tornerà a consumare i propri pasti fuori casa, scegliendo i prodotti tipici del nostro territorio e del nostro mare.

Questo primo weekend è un banco di prova importante ma non bisogna dimenticare che nel periodo di lockdown, dallo strascico alla piccola pesca fino alle lampare, i nostri pescatori e mitilicoltori non si sono mai fermati seguendo i ritmi del mare, adattando la propria strategia commerciale alle nuove esigenze dettate dall’emergenza Covid-19, come ad esempio con la consegna a domicilio del pesce a miglio 0, sottolineando ancora una volta lo spirito imprenditoriale che li contraddistingue. Per sostenere questo settore di punta dell’economia locale è importante scegliere sempre di consumare pesce e mitili della nostra costa che non hanno dovuto percorrere lunghe distanze per raggiungere le nostre tavole e che sono di conseguenza anche più freschi e genuini».

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