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Porto Vecchio, annonario, ex tribunale e scuole. Il punto sui progetti di Sanremo al tempo del coronavirus

Riprogettare gli ambienti abitativi e commerciali. Intervista agli architetti Marco Calvi e Gaetano Ceschia

Sanremo. Restyling del Porto Vecchio, riqualificazione straordinaria del mercato annonario, ex tribunale e nuovo polo scolastico in via Nino Bixio. Progetti importanti, destinati a cambiare il volto della Città dei Fiori che sono stati seguiti da uno studio in particolare, gli Associati Calvi, Ceschia, Viganò. E’ con i primi due architetti (l’uno sanremese, l’altro veneto) che affrontiamo il “punto sull’emergenza” di oggi, volto a comprendere meglio quali sono state le ripercussioni del Covid-19 sui cantieri e sui progetti in itinere.

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Riqualificazione del Porto Vecchio. Spiega l’architetto Marco Calvi: «Siamo nella fase delle conferenze dei servizi, ovvero stiamo ancora discutendo con gli enti coinvolti nel restyling le migliorie che dovranno essere apportate al progetto. In sé stesso ha già nella sua sostanza una grande dilatazione degli spazi, una grande differenziazione dei locali commerciali (baretti e ristoranti ora sono attaccati su una linea unica, verranno separati). In maniera più puntuale sarà sicuramente d’obbligo occuparsi degli spazi dedicati a chi arriva al porto e chi ci arriva, soprattutto, da lontano. Ci saranno da mettere in campo dispositivi per il monitoraggio degli arrivi, in particolar modo dei tender delle crociere: occorrerà trovare spazio per un nuovo edificio dedicato a questo scopo».

Continua Calvi: «Il porto andrà avanti nonostante l’emergenza. L’impatto della pandemia ha portato ha un rallentamento dell’iter per l’impossibilità di tenere le riunioni. Allo stato dell’arte, non abbiamo avuto nessun segnale di blocco, o di arretramento, da parte degli investitori».

Mercato annonario. Gaetano Ceschia: «La mia riflessione è semplice: il progetto ha cercato di realizzare una dilatazione degli spazi all’interno dell’edificio. Se ci ricordiamo com’era prima, possiamo definirlo un luogo complesso. Ma credo che così come abbiamo ridisegnato gli spazi, essi si adattino all’emergenza: se pensiamo a cosa sono le corsie di un supermercato…

A un anno dalla conclusione dei lavori, quel che trovo inappropriato – continua l’architetto – è che non sia ancora stato approvato il nuovo regolamento interno del mercato: una cosa abbastanza grave che va risolta il prima possibile da parte dell’amministrazione comunale. Senza regolamento, sono bloccati gli affidamenti dei banchi vuoti, così come il bar che è rimasto terra di nessuno».

Ex tribunale. Marco Calvi: «Si stanno realizzando degli alloggi protetti che sono concettualmente molto distanti dall’idea che si può avere di RSA. Vengono associati al tema delle residenze per anziani ma è tutta un’altra cosa. Tanto per cominciare i fruitori sono autosufficienti, hanno una propria unità immobiliare assolutamente autonoma con spazi e servizi comuni. Anche in questo caso il progetto è adeguato all’emergenza, ma monitoriamo costantemente le tecnologie e siamo pronti a intervenire (in parte lo abbiamo già fatto con piccole modifiche costruttive). Il cronoprogramma ante Covid aveva la conclusione dei lavori fissata per la fine dell’anno, con la consegna al gestore prevista ai primi del 2021. Come altre opere simili, assisteremo verosimilmente a uno slittamento di due mesi».

Progettare case e ambienti del futuro. Gaetano Ceschia: «Credo che questo sia l’argomento centrale, perché al centro del dibattito deve tornare la città. Essa è il luogo di relazione più importante in cui ciascuno di noi vive e si relaziona. Gli esercenti hanno un ruolo chiave importantissimo, bisognerà evitare che questa categoria crolli. Dobbiamo ridurre il pericolo che questo contagio ci porti a ridurre le relazioni tra le persone a strumenti esclusivamente digitali. Se così fosse falliremmo tutti quanti, anche noi come architetti. Dobbiamo mettere in campo ogni idea possibile affinché ciò non accada. Le istituzioni, poi, devono puntare a una città più giusta, inclusiva, partecipata, sostenibile. Per questo dobbiamo lottare. Dobbiamo fare in modo che l’amministrazione pubblica si adoperi per questo fine».

Scuole. Marco Calvi: «I nostri ragazzi purtroppo vivono in generale in Italia in spazi non nati per essere istituti scolastici. A Sanremo sono quasi sempre edifici di fine secolo, nati per altri scopi e che sono finiti per essere adattati a scuole. Il progetto del polo scolastico per le medie di via Bixio è stato fatto più di un anno e mezzo fa e sarebbe da rivedere, riprogettare, in funzione di un ulteriore allargamento degli spazi comuni».

(Riguarda l’intervista completa nel video di Riviera24.it) 

Intervista agli architetti Marco Calvi e Gaetano Ceschia