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Ordinanza “No slot”, Scullino segue le orme di Ioculano: Ventimiglia si costituisce parte civile in ricorso

«L'ordinanza è stata posta in essere dal Sindaco a tutela della salute della comunità, ed in particolare delle fasce più deboli»

Ventimiglia. La giunta comunale guidata dal sindaco Gaetano Scullino ha autorizzato la costituzione in giudizio del Comune di Ventimiglia nel procedimento di appello promosso davanti al Consiglio di Stato dalla Federazione Italiana Tabaccai (F.I.T.) e da A.V. che chiedono l’annullamento della sentenza del TAR ligure, emessa nel febbraio 2019, – e di conseguenza l’annullamento dell’ordinanza firmata dall’ex sindaco Enrico Ioculano – che ha spento dalle 7 alle 19 le slot e le altre apparecchiature da gioco con vincite in denaro negli esercizi commerciali e pubblici e nelle sale da gioco ubicate in città.

L’attuale amministrazione comunale, che ha scelto di affidarsi allo stesso team di avvocati che avevano già ricevuto l’incarico dalla giunta precedente, ha tenuto conto che «l’ordinanza è stata posta in essere dal Sindaco a tutela della salute della comunità, ed in particolare delle fasce più deboli, stante la preoccupante diffusione delle patologie derivanti dalla dipendenza da gioco (cosiddetta ludopatia), con l’obiettivo di impedire l’accesso indiscriminato agli apparecchi di intrattenimento e svago con vincite in denaro nelle fasce orarie nelle quali è maggiormente probabile l’accesso di persone a rischio».

Rappresentano e difendono il Comune gli avvocati Daniela Anselmi, Alessio Anselmi e Andrea Macchiavello dello studio legale Anselmi &Associati, professionisti specializzati in diritto amministrativo.

L’ordinanza firmata dall’ex sindaco Ioculano nel novembre 2018, permette a Ventimiglia il funzionamento delle slot solo in orario notturno: dalle 19 alle alle 7 di ogni giorno. Il Tar della Liguria aveva motivato la decisione di respingere il ricorso presentato dalla federazione tabaccai, dichiarando che il provvedimento del sindaco «dà espressamente conto del fatto che, tra i giochi con vincita in denaro, slot machines e videolottery siano tra i più insidiosi, in quanto, a differenza dei terminali per la raccolta delle scommesse, implicano un contatto diretto ed esclusivo tra l’utente e la macchina, senza alcuna intermediazione umana volta a disincentivare l’ossessione al gioco».

L’ultima parola spetta ora al Consiglio di Stato.