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Morto Ezio Bosso, il pianista che nel 2016 stregò il Festival di Sanremo

«La musica è una vera magia, infatti, non a caso, i direttori hanno la bacchetta»

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Sanremo. Il 10 febbraio 2016 aveva emozionato l’Ariston, prendendo il volo sulle note della sua “Following a bird”: si è spento all’età di 48 anni il pianista, compositore e direttore d’orchestra Ezio Bosso, ospite d’onore al Festival di Sanremo condotto da Carlo Conti.

Classe 1971, il musicista si era avvicinato alla musica all’età di quattro anni e già a sedici aveva debuttato come solista prima in Francia e poi nelle orchestre di mezza Europa. «Un grande pianista, un grande musicista, un grande grandissimo maestro», lo aveva presentato Carlo Conti, prima di andargli incontro per spingere la sua carrozzina fino al pianoforte a coda presente sul palco dell’Ariston.

Dal 2011 affetto da una malattia neurodegenerativa, Bosso al pianoforte si trasformava, con la sua musica. «Il mondo ha bisogno di musica perché la musica siamo noi – aveva detto l’artista mentre la platea gli tributava una standing ovation -. La musica è una fortuna che condividiamo, noi mettiamo le mani, ma lei, la musica, ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare».

«La musica è una vera magia, infatti, non a caso, i direttori hanno la bacchetta», ripeteva spesso. Ed era così perché lui, con le sue mani, sapeva stregare.

Grazie Maestro.

 

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