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Linee guida riapertura, i dubbi di Giuffra «Soldi finiti o Governo vuole uccidere spiagge e ristoranti»

In un lungo post su Facebook il sindaco di Riva Ligure fa considerazioni ed esprime perplessità sulle regole governative per la riapertura

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Riva Ligure. Le linee guida italiane dell’Inail sulla riapertura di bar, spiagge e ristoranti non sembrano convincere molto il sindaco Giorgio Giuffra. Anzi, il timore del primo cittadino rivese è che molte attività chiudano a causa di queste.

Ecco cosa scrive sulla sua pagina facebook: «Ho letto e riletto le linee guida nazionali per i pubblici esercizi e per le spiagge. I casi sono due: od abbiamo (intendo, l’Italia) finito i soldi oppure il Governo ha deciso deliberatamente di uccidere il settore balneare e quello della ristorazione. Senza sfociare in facili populismi, provo a spiegarmi meglio.

CASO 1
Gli estensori delle nuove regole avranno sicuramente un parente od un amico che abbiano investito od operino in questi due comparti, a mio avviso, strategici per la politica turistica nazionale. Almeno lo spero. Quindi, hanno scritto quello che potesse garantire un minimo di sicurezza per lavoratori e clienti.

CONCLUSIONE: siamo ancora nel bel mezzo della pandemia, non ci sono le condizioni per ripartire, ma abbiamo (intendo sempre, l’Italia) finito i soldi per pagare bonus ed ammortizzatori sociali vari. La riapertura toglie qualsiasi alibi ad ogni tentativo di richiesta.

CASO 2
Ovviamente, la premessa è identica a quella del caso 1.

CONCLUSIONE: la burocrazia vince ancora una volta sulla realtà ed il Governo ha deciso deliberatamente di uccidere il settore balneare e quello della ristorazione. Le linee guida nazionali indirizzeranno migliaia di imprenditori direttamente verso i tribunali per consegnare i libri contabili. Le conseguenze sull’occupazione saranno pesantissime. Ogni serranda che non si rialzerà più sarà una sconfitta per l’intera Comunità, perché verranno a mancare luoghi di incontro e presidi sociali, che sono il cuore pulsante cittadino.

Sono considerazioni da Sindaco che, da 2 mesi, come tutti i suoi colleghi, sta cercando di avere una parola di conforto per i propri cittadini. Di portare sollievo ai più bisognosi. Di trovare soluzioni, anche le più fantasiose, per non volere essere il boia che decapiti per mezzo della ghigliottina i progetti futuri di decine di famiglie. Ma soprattutto, sono considerazioni da uomo libero che trova assai riprovevole che, al posto di dare certezze a chi, fino a qualche mese fa, si guadagnava da vivere con il proprio sudore, si cerchino ancora i soldi per salvare Alitalia o si inseriscano norme per anticipare ai Partiti il 2 per mille. A mio avviso, l’Italia del futuro non può e non deve essere soltanto quella dei redditi d’emergenza e di cittadinanza. Ed allora, se le condizioni sanitarie lo permettessero per davvero, passiamo dalla fase “un bonus per ognuno, un voucher per ogni esigenza” a quella delle “regole umane”. Altrimenti – presto, molto presto – non ci saranno bonus e voucher a sufficienza. Per ognuno e per ogni esigenza».

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