Le discoteche non riaprono, l’appello di gestori e dj dell’Imperiese: «Noi dimenticati, aiutateci»

La categoria si sente abbandonata dalle istituzioni, in ballo la stagione estiva

Sanremo. Entrando nel vivo della “Fase 2”, come annunciato dal premier Giuseppe Conte, sono state molteplici le riaperture di attività commerciali, bar e ristoranti. Delle discoteche, però, non si sa ancora nulla: sul mondo della notte cala ancora il lockdown. E se ancora non si conosce il destino di locali e sale da ballo, una cosa è certa: musica e luci resteranno ancora spente in questa fase.

«Con la chiusura delle discoteche si pensava a qualcosa di momentaneo, ma poi con l’aggravarsi dell’emergenza sanitaria si è sfociati in un vero e proprio problema economico, sia per i gestori che per i dipendenti. Gli aiuti economici promessi dal governo sono insufficienti per sostenere una categoria che rischia di stare chiusa ancora per molti mesi» spiega Tommaso Osella, 46 anni, gestore della discoteca Kursaal di Bordighera e presidente provinciale del Silb (associazioni locali da ballo) che fa parte del Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercizi). E aggiunge: «Non avendo ancora nessuna linea guida e nessuna data di possibile riapertura, come associazione di categoria, stiamo cercando di organizzare un tavolo con regioni e governo per discutere sul da farsi e provare a stilare delle regole che mettano d’accordo tutti. Purtroppo questo non è ancora stato preso in considerazione, a differenza di altre regioni, e ne siamo rammaricati perché siamo un luogo turistico e siamo certi di poter rispettare le norme, creando ambienti sicuri».

«Il fatto che si parli di tutte le categorie tranne che la nostra ci lascia molto disorientati, tutto quello che vogliamo è la salute dei nostri clienti e faremo di tutto pur di rispettare le norme che ci verranno date», continua Nicolo Viola, 22 anni, uno dei gestori della discoteca Tatanka di Arma di Taggia, membro della società Geko s.r.l.s. Alla sua, si aggiunge anche la voce degli altri due soci, Andrea Amanzi, 25 anni, e Filippo Fava, 22 anni: «Il lavoro delle discoteche si concentra soprattutto nel periodo che precede la stagione, è li che si fanno gli investimenti che si sperano rivelarsi, poi, proficui. È ovvio che, senza ancora linee guida, non sappiamo neanche noi come organizzarci in vista del futuro».

Lorenzo Valterza, responsabile marketing del locale Bay Club di Sanremo, è concorde con queste affermazioni: «Con il prolungarsi del lockdown ci siamo resi conto che anche l’estate sarebbe stata minacciata. Abbiamo tutti subito dei danni per la programmazione degli eventi, non abbiamo idea di come muoverci». E aggiunge: «In Sicilia l’8 giugno si riaprirà al 99 per cento con tutte le precauzioni volte a non creare aggregamento, ma questa non è una fortuna: è una condanna. I costi per mettere in moto un locale sono molto alti. Dovrebbero darci un minimo di considerazione perché siamo una categoria in via di “estinzione”, i locali negli anni stanno diminuendo sempre di più ed è facile rimanerne senza. Un vero peccato perché siamo la ciliegina sulla torta del turismo. Basti pensare alla riviera romagnola e all’importanza della movida generata da discoteche e locali per capire quanto peso abbia questo settore nel turismo».

Anche per quanto riguarda la categoria dei dj, i pareri al riguardo sono convergenti: «La stagione invernale è saltata per la maggior parte e, senza direttive precise, ovviamente anche quella estiva è a rischio. Basta pensare che molte discoteche avrebbero dovuto aprire proprio in questi giorni», racconta Lorenzo Chilà (in arte dj Kaila), 22 anni, dj della discoteca Tatanka di Arma di Taggia, che ammette: «Prima o poi si dovrà riaprire, ma sinceramente faccio fatica a immaginarmi una ripartenza di questo settore legato a regole che vietano assembramento».

«Per fare compagnia ai miei seguaci mi sono inventato delle dirette Facebook, così da passare e far passare loro il tempo in un modo piacevole. Un modo come un altro per rimediare al distanziamento sociale e all’ l’impossibilità di poter ballare tutti insieme fisicamente», afferma Luca Pise (in arte dj Pyse), 45 anni, dj che ha lavorato in vari locali notturni tra cui il Kursaal e il Buga Buga di Bordighera e il Bay club di Sanremo che conclude: «Non so se la gente avrà paura di andare in discoteca una volta che si potrà riaprire, io personalmente vedo un ritorno alla normalità ancora lontano. Per chi come me lavora in questo ambito mi sento di dire che se c’è la passione non bisogna mai mollare».

(articolo redatto con la supervisione della redazione di Riviera 24)