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“Per l’Inail i bagnini non possono fare la respirazione bocca a bocca”, lo sfogo dell’infettivologo Bassetti: «Follia pura»

Per l'ente statale che si occupa di sicurezza sui luoghi di lavoro sono accettabili sole compressioni (senza ventilazioni)

Imperia. Secondo le linee guida dell’Inail i bagnini quest’estate non dovrebbero praticare la respirazione bocca a bocca in caso di salvataggio di una persona a rischio soffocamento. A loro sarebbe consigliato limitarsi a sole compressioni (senza ventilazioni).

riviera24 - matteo bassetti

A domandarsi come sia possibile che dei tecnici dello Stato che si occupano di sicurezza nei luoghi di lavoro possano aver scritto nero su bianco indicazioni del genere, non sono soltanto i balneari ma è anche l’infettivologo del’ospedale San Martino di Genova e consulente della Regione Liguria Matteo Bassetti: «Lasciare morire uno affetto da insufficienza respiratoria per non rischiare un possibile contagio è follia pura, ha spiegato in un intervento in diretta nella trasmissione L’Aria che tira di La7. Siamo di fronte a un’infezione che con i numeri di oggi colpisce l’1/2 percento della popolazione, dobbiamo continuare sul percorso di responsabilizzazione del cittadino, non inserendo regole che mettono cavilli difficili da rispettare».

E quindi eccola per esteso la linea guida tanto discussa: “In attesa di nuove evidenze scientifiche, si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida. Se disponibile un DAE utilizzarlo seguendo la procedura standard di defibrillazione meccanica. Si raccomanda di indossare i dispositivi di protezione individuale (DPI). Al termine della RCP, il soccorritore deve lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o con gel per le mani a base di alcool. Si raccomanda, inoltre di lavare gli indumenti appena possibile e prendere contatto con le autorità sanitarie per ulteriori suggerimenti, se del caso”.

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