Fisascat-Cisl scrive a Mattarella «Governo esclude Casinò di Sanremo da attività che possono riaprire, centinaia di lavoratori in difficoltà

La lettera è firmata irmata dal Segretario Generale della Fisascat-Cisl della Liguria Silvia Michela Avanzino, il Segretario Generale della Fisascat-Cisl delle Province di Imperia e Savona Massimiliano Scialanca e il Segretario SAS del Casinò di Sanremo Marilena Semeria

Più informazioni su

    Roma. Una lettera inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella firmata dal Segretario Generale della Fisascat-Cisl della Liguria Silvia Michela Avanzino, il Segretario Generale della Fisascat-Cisl delle Province di Imperia e Savona Massimiliano Scialanca e il Segretario SAS del Casinò di Sanremo Marilena Semeria in cui «Rivolgono a Lei un accorato appello affinché si faccia garante del rispetto dei principi della Costituzione Italiana ,in questa difficilissima situazione sanitaria ed economica ,quanto ai diritti dei lavoratori dei Casinò. Secondo l’art.4 della Costituzione Italiana, la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo tale diritto, il Casinò di Sanremo, per cui ci pregiamo di esercitare parte di rappresentanza sindacale , esercita tale diritto dal 15 Gennaio 1905,occupando centinaia di lavoratori diretti e indiretti, garantendo un indotto importantissimo per la città e risorse al Comune di Sanremo, nonché pregio alla Regione e alla Nazione per la sua storia centenaria».

    La lettera prosegue così: «Nonostante un protocollo sanitario stringente , siglato in pieno accordo con le parti datoriali, ad oggi il Governo ci ha esclusi dal novero delle attività autorizzate alla riapertura, con evidente disparità di trattamento e violazione del precetto costituzionale che garantisce e promuove il diritto al lavoro di ogni cittadino. Per tale motivo ci sentiamo in dovere di chiederLe di farsi garante per il rispetto dei principi costituzionali enunciati, dei quali Lei è il vigile supremo, affinché la scelta delle aziende che possano riaprire non ricada sul merito del lavoro svolto ma sul metodo delle applicazioni delle tutele sanitarie», conclude la lettera

    Più informazioni su