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Equilibrio mentale a rischio secondo un nuovo studio

Ricercatori internazionali hanno misurato l’impatto psicologico della pandemia sui cittadini di Italia, Spagna e Regno unito

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Il repentino scoppio dell’emergenza da Coronavirus ha da subito canalizzato le attenzioni della scienza e gli sforzi degli Stati di mezzo mondo sul contenimento della diffusione e sulle migliori cure possibili per i malati di Covid-19, ma non sono tardati gli interrogativi sull’impatto economico e psicologico durante e dopo la fine della crisi.

In questa direzione si è attivata Open Evidence, in collaborazione con BDI-Schlesinger Group e con ricercatori di varie università (Università degli Studi di Milano, Universitat Oberta de Catalunya, Universidad Nacional de Colombia, Università degli Studi di Trento, Glasgow University), giungendo alla pubblicazione del rapporto “Studio sugli effetti del lockdown e del COVID-19 in Italia, Spagna e Regno Unito”.

Open Evidence è una società di ricerca e consulenza che lavora su scienze sociali e comportamentali, Tlc e scienza dei dati, nata come spin-off della Universitat Oberta de Catalunya (UOC), per facilitare il processo decisionale informato in una vasta gamma di settori. Nato all’interno della Universitat Oberta de Catalunya (UOC), il team è formato da professori, ricercatori e consulenti con oltre 20 anni di esperienza nella ricerca applicata e nella consulenza che hanno lavorato con un campione di 1000 cittadini italiani, spagnoli e del Regno Unito tra i 18 e i 75 anni di età, ai quali hanno rivolto domande per tre settimane consecutive sulla propria salute, lo stato d’animo ed eventuali altri eventi stressanti, problemi intervenuti sulla situazione abitativa e sulle relazioni sociali quantunque a distanza. Insieme alla rilevazione degli effetti psicologici del lockdown sulle condizioni psicofisiche degli intervistati, il gruppo di studiosi mira a monitorare in tre fasi l’efficacia della comunicazione istituzionale.

In termini di potenziale rischio di serio squilibrio psicologico, in Italia è presente nel 41% del campione, nel 46% in Spagna e nel 42% nel Regno Unito, è tanto più alto quanto maggiore è la fragilità socio-economica delle persone (perdita del lavoro, perdite enormi o ancora peggio chiusura dell’attività, famiglia a carico, figli in età scolare ecc…). In realtà la situazione è anche più preoccupante, perché se si considera i soggetti osservati che si sono sentiti depressi con una certa frequenza, la percentuale si attesta in Italia al 59%, in Spagna al 67% e nel Regno Unito al 57% già durante il primo periodo di analisi.

Parlando di quali potrebbero essere le conseguenze delle cure fai-da-te con gli esperti di Healthspring, ci viene fatto notare che a partire già da febbraio in molte regioni le richieste di ansiolitici in farmacia era cresciuta a doppia cifra. Il dato preoccupa innanzitutto perché il tasso di crescita di questa domanda supera il tasso del contagio e, se mal assunti, si rischia la dipendenza. Per questo motivo è opportuno preferire prodotti più naturali come olio di CBD, infusi di valeriana, olio essenziale di lavanda sul cuscino per un sonno più sereno senza ignorare il supporto psicologico fornito tramite sportelli telefonici per non lasciarsi sopraffare dai timori per il futuro incerto.

(Foto: Free-Photos / Pixabay)

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