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Elezioni regionali: i governatori di Liguria, Campania, Marche, Puglia e Veneto scrivono al presidente Mattarella

«Il Comitato tecnico scientifico sconsiglia di ritardare le elezioni verso i mesi autunnali, in quanto potrebbe aversi una recrudescenza del virus che porterebbe a dover rinviare la scadenza elettorale di ulteriori, troppi, mesi»

I governatori di Liguria, Campania, Marche, Puglia e Veneto hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul tema del Decreto in Materia di elezioni, in conversione in queste ore alla Camera dei Deputati.

«La difficile situazione, senza precedenti nella storia repubblicana, determinata dalla diffusione del virus Covid-19 ha sicuramente richiesto, e richiede ancora provvedimenti di natura emergenziale, con la necessità di un adattamento continuo dei rapporti tra Stato e Regioni, nel quale ci siamo impegnati in prima persona in continue riunioni e contatti con il Governo.

In questo contesto riteniamo che, nonostante i momenti difficili che abbiamo dovuto affrontare, non sia venuto meno il principio di leale collaborazione fino a quando non si è dovuto affrontare il tema del rinnovo delle legislature regionali in scadenza il 30 maggio prossimo.

Si tratta di un argomento molto delicato perché coinvolge la durata di organi dotati di potere legislativo eletti a suffragio universale e diretto, dotati tra l’altro, ai sensi dell’articolo 122 della Costituzione, di potestà legislativa propria in ordine alla legislazione elettorale.

La durata certa degli organi legislativi è un principio fondamentale dello Stato democratico, tant’è che la Costituzione stessa prevede tempi certi per la ricostituzione delle Camere (art. 61) e il divieto di proroga delle stesse se non in caso di guerra (art. 60).

In considerazione della peculiare situazione sanitaria in atto, il Governo, con il DL 26/2020, ha ritenuto di disporre la proroga delle legislature regionali, per un periodo di tre mesi, ossia fino al 30 agosto 2020, disponendo però che, a differenza di quanto normalmente avviene, la data delle elezioni possa essere fissata soltanto nei 60 giorni successivi, ossia nei mesi di settembre e ottobre.

Di questa decisione, assunta in difformità dal parere reso dalle Regioni non è mai stata resa pubblica la motivazione sanitaria, che giustificasse come dal punto di vista dell’epidemia di Covid-19 vi siano maggiori rischi nel mese di luglio piuttosto che nei mesi autunnali, quando fin dai primi di giugno sono permesse tutte le attività economiche, culturali e sociali e financo gli spostamenti tra regioni.

Al contrario, come anche si evince dal parere reso nei giorni scorsi dal Comitato Tecnico Scientifico, esigenze sanitarie sconsigliano fortemente di ritardare le elezioni verso i mesi autunnali, in quanto potrebbe aversi una recrudescenza del virus che porterebbe a dover rinviare la scadenza elettorale di ulteriori, troppi, mesi.

Riteniamo, inoltre assolutamente inopportuna la fissazione di una data che pregiudichi la riapertura delle scuole, mettendo a rischio i ragazzi nel rientrare in edifici frequentati da milioni di elettori. Da ultimo constatiamo che una decisione che può essere giustificata soltanto da ragioni sanitarie e emergenziali sta assumendo i contorni di una decisione politica e, ci sia concesso, basata sulla convenienza di parte, che, a nostro avviso, non può giustificare la compressione dell’autonomia legislativa regionale e del diritto di voto degli elettori.

Ci rivolgiamo quindi a Lei, quale Capo dello Stato e Garante della Costituzione, per chiederLe un Suo autorevole intervento a tutela del principio di leale collaborazione tra gli organi della Repubblica su cui è fondata la nostra Costituzione, che rimetta al centro l’interesse pubblico alla tutela della salute e il principio democratico sul quale la Repubblica si fonda».

Il documento: Lettera elezioni 5 regioni