Quantcast

Coronavirus, i timori dei balneari e il nodo delle spiagge libere. Menozzi: «A Sanremo non saranno pagamento»

Il punto sull'emergenza con gli operatori, l'assessore al Demanio del Comune e la referente provinciale di Cna

Sanremo. Si spera nella Regione e in un tempestivo intervento del governo, altrimenti tra i tanti settori in crisi che rischiano di non ripartire si dovrà aggiungere quello del turismo del mare: spiagge e stabilimenti balneari.

Ospedaletti - Loanesi, i goal

Secondo le distanza minime stabilite nelle linee guida dell’Inail che tanto stanno facendo discutere, tra le file di ombrelloni si dovrebbero osservare, a partire da lunedì, ben cinque metri di distanza. Sdraio e lettini, poi, dovrebbero  essere distanti almeno due metri gli uni dagli altri, con possibili deroghe per i soli membri dello stesso nucleo familiare.

Indicazioni, quelle dell’Inail, che hanno gettato nella semidisperazione i balneari, i quali ora sperano nel Comune e nella Regione per un’adeguamento delle distanze a parametri più tollerabili. «Ieri si è tenuta una riunione dell’Anci in videoconferenza tre i sindaci e i loro delegati dei Comuni costieri che hanno a lunedì fissata la data di riapertura delle spiagge, spiega l’assessore al Demanio Mauro Menozzi. La preoccupazione è nell’applicazione delle linee guide dell’Inal, giudicate da tutti molto restrittive. Per noi come Comune la problematica più grossa è quella di come riuscire a riaprire i tratti di spiaggia completamente libera, specie quelle più frequentate come i Tre Ponti. I sindaci sono stati demandanti a decidere se e come fare. Come Sanremo siamo dell’idea che le spiagge devono essere aperte gratuitamente al pubblico, per dare la possibilità di andare al mare alla cittadinanza che non si può permettere uno stabilimento».

Da parte di Cna Imperia e della sua referente Stefania Currà arriva la richiesta, in parte accolta in provincia, che le spiagge libere attrezzate si vedano ridotta la porzione di spiaggia libera sulla quale vigilare. Ci vogliono, inoltre, misure certe e concrete quali la riduzione delle imposte locali e la revisione dei corrispettivi dovuti dalle libere attrezzate. Una cosa è certa: «Le linee guida dell’Inali sono inapplicabili in Liguria, attendiamo un provvedimento della Regione».

Angela della Baia Greca, Debora dei Bagni Stella della Foce e Carlo del Lido Fontana hanno raccontato (vedi videointerviste) tutta la loro preoccupazione rispetto, sopratutto, alle ripercussioni penali per i titolari in caso di contagi che si verificassero nelle proprie attività, la compressione del mercato dei turisti francesi e di quelli provenienti dall’estero e l’eccessivo carico di oneri e costi che con meno postazioni sfruttabili a disposizione, si renderanno difficili da sostenere.