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Rinnovo convenzione Festival, trattative in salita tra Comune e Rai. Emergenza e strutture i nodi al pettine foto

Biancheri: «Se l'emergenza dovesse protrarsi, ragionevole una proroga». Sindoni: «Segnali negativi, siamo pronti ad affrontare la questione»

Sanremo. Al termine del 70° Festival dei record pareva poter essere questo l’anno buono per trattare il rinnovo della convenzione tra Comune e Rai, in scadenza nel 2020. Invece, complice l’emergenza coronavirus, quella che si sta aprendo in queste settimane sembra essere l’anteprima di una trattativa da portare avanti con il coltello fra i denti, sia da una parte che dall’altra.

I segnali sono tutt’altro che positivi. Nelle prime conversazioni avute con il sindaco Alberto Biancheri e l’assessore al Turismo Alessandro Sindoni, Viale Mazzini sembra intenzionata, ora più che mai, a trovare ogni giustificazione plausibile per tornare a chiedere uno “sconto” sul corrispettivo che la Rai riconosce a Palazzo Bellevue, fissato in 5 milioni di euro all’anno.

Come se quelli degli ultimi anni non fossero stati Festival di grande successo, con l’ultimo, targato Amadeus, che è riuscito a fare ancora meglio dei precendenti – soprattutto rispetto al coinvolgimento nella kermesse della città -, i vertici della rete ammiraglia della televisione di Stato sarebbero tornati al tavolo delle trattative con un vecchio cavallo di battaglia: il caso Palafestival. Quella struttura che doveva essere realizzata con una parte del contributo Rai (iniziato a versare nel 1991, quando assessore al Turismo era il padre dell’attuale reggente) e che nessuna amministrazione ha mai pensato di utilizzare anche solo per progettare una sede alternativa all’Ariston. La rivendicazione si potrebbe anche comprendere: perché la Rai dovrebbe continuare a finanziare un’opera che non vedrà mai la luce? E meno male che nessuno ha detto loro che una parte di quei fondi sono finiti nel progetto del palazzetto dello sport, opera che con il Festival poco c’azzecca.

Dalla parte del Comune, però, c’è il crescendo di ascolti e introiti pubblicitari che si sono registrati dal Conti uno, che ha segnato la rinascita recente del Festival. Crescendo di ricavi a cui non sono corrisposti benefici tangibili per la Città dei Fiori da cui, è bene ricordarlo, tutto è nato e senza la quale non è immaginabile una kermesse della canzone italiana.

Nel bel mezzo di questi nodi venuti al pettine già da tempo, ci si è messa anche l’emergenza coronavirus. Per il sindaco Biancheri è presto per fare qualsiasi ragionamento in ordine a date e modalità (la location, ha già detto, non si discute), e interpellato spiega che, visto la situazione fortemente incerta: «Tanto vale fare una proroga della convenzione attuale piuttosto che correre ora, nel pieno dell’emergenza. Altrimenti una trattativa può essere fatta più serenamente solo più avanti, con l’arrivo dell’estate e del ritorno alla normalità». Gli fa eco l’assessore al Turismo Sindoni: «I primi segnali sono stati negativi ma siamo pronti per affrontare la questione».