Riabilitazione pazienti Covid-19, Castellaro Golf Resort: «Pronti ad accoglierli nella nostra struttura»

Hotel con 64 camere distribuite su 4 piani e 120 appartamenti immersi nel verde: luogo ideale per una convalescenza vicino a casa

Castellaro. «Disposti a mettere a servizio della Regione Liguria dell’Asl1 il nostro hotel e i residence per accogliere malati di Covid-19». A comunicarlo, vista l’esigenza da parte dell’autorità sanitaria, di trovare un luogo idoneo per il periodo di “riabilitazione” post malattia, è la società Castellaro Golf s.r.l., rappresentata da Gianmarco Torre, che ha già inviato una comunicazione contenente la proposta a Regione, Asl1 e Alisa.

La moderna struttura immersa nel verde, con vista panoramica sul mare, potrebbe trasformarsi nel luogo ideale «per consentire alle famiglie dei degenti di avere i propri cari vicini alle rispettive residenze», al contrario di una sistemazione fuori provincia, come al momento ipotizzato da Alisa, in mancanza di strutture idonee ad accogliere i convalescenti fino al termine della quarantena forzata. Il Castellaro Golf Resort sorge infatti, specifica il legale rappresentante, «a 6,5 chilometri dallo svincolo di Sanremo est e a soli 4 chilometri dall’uscita della Aurelia bis ad Arma di Taggia, quindi in assoluta posizione centrale e strategica nella Provincia di Imperia».

Nel dettaglio, il Castellaro Golf Resort è composto da un hotel con 64 camere organizzate in quattro piani: una struttura, dunque, che risponde alle esigenze di una struttura di recupero e riabilitazione. Sono poi presenti anche 120 appartamenti tra mono e bilocali, suddivisi in sei edifici, a sviluppo planimetrico semicircolare, a contorno di una ampia area verde, con aree di sosta e di riposo. Sia nella struttura alberghiera, che nel complesso case vacanza, sono disponibili camere per disabili.

«L’azienda, che gestisce la struttura da circa quattordici anni – fa sapere Gianmarco Torre – potrebbe creare una forza lavoro tra addetti all’ospitalità, pulizie-sanificazione, manutenzione e ristorazione, oltre a medici, fisioterapisti, infermieri e operatori sanitari, da un minimo di sessanta a un massimo di centoventi persone, che verrebbero tolte dalla disoccupazione o mobilità».

«L’apertura della struttura – spiega – nella prima Provincia in Regione per casi da Coronavirus, oltre a consentire una ripresa più veloce delle attività economiche della zona, con un maggiore grado di sicurezza, consentirebbe anche agli Ospedali e alle case di cura della Provincia, proprio dato l’elevato numero di postazioni, di localizzare tutte le persone affette da Covid senza rischi particolari, con una maggiore distanza sociale e la possibilità per gli ospedali di tornare ad una certa normalizzazione delle cure».

«Sia come imprenditore, ma, soprattutto, come abitante di questa Provincia, mi è sembrato doveroso comunicarlo», conclude l’amministratore delegato.