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Pontedassio, il sindaco Calzia in visita alla casa di riposo “Agnesi”: sono 13 i casi sospetti foto

Aveva invocato l'intervento dell'Esercito per far fronte all'emergenza

Pontedassio. Il sindaco Ilvo Calzia ha indossato i dispositivi di protezione e si è recato a far visita alla Casa di riposo “Agnesi“, uno dei fronti più caldi della lotta al virus, aggredito da un focolaio. Per far fronte all’emergenza e per  supportare il personale, il primo cittadino del piccolo centro della valle Impero aveva invocato l’intervento degli infermieri delle Forze armate.

La struttura attualmente ospita 44 persone su 61 posti letto. La criticità è ancora rappresentata dalla carenza di personale infermieristico e assistenziale, anche per estrema difficoltà a reperire sostituzioni dei soggetti assenti per malattia.  I dispositivi di protezione per gli operatori, ora, a quanto riferisce la direzione,  sono adeguati, in parte forniti da A.Li.Sa. per la maggior parte faticosamente reperiti dalla direzione stessa. Gli ospiti potenzialmente contagiati sono 13, in base alla sola valutazione clinica, però,  del direttore sanitario, dottor Rizzi. Ieri sono state eseguite analisi sierologiche sui degenti e sul personale i cui esiti aiuteranno almeno in parte a confermare o escludere la diagnosi clinica.

Il personale sanitario (ridotti di un terzo a causa di defezioni per vari motivi) si è organizzati con percorsi interni separati per il cambio degli indumenti da lavoro, per indossare i dispositivi di protezione e si  continua a fare orari di lavoro prolungati per coprire tutte le turnazioni. «Sono  consapevoli -dichiara Ilvo Calzia che, finché reggono, non possono abbandonare “la nave durante la tempesta”, come loro stessi hanno detto. Molti per ridurre al minimo i rischi nei confronti dei degenti e dei famigliari hanno scelto di vivere “da separati”, in abitazioni diverse dai loro congiunti. La direzione e l’amministrazione comunale hanno, infatti,  provato in tutti i modi a cercare nuove unità lavorative, in sostituzione dei dipendenti in malattia, ma in questo momento nessuno si rende disponibile a lavorare presso la Casa di riposo».

«Il medico mi ha riferito -prosegue il primo cittadino –  che dopo la situazione di apprensione di fronte al primo ospite deceduto in ospedale e risultato positivo al virus, si è provveduto a isolare il più possibile i degenti per scongiurare i contagi e ad affrontare le difficoltà che sarebbero arrivate, con le forze e i farmaci disponibili. Ora le persone che presentano sintomi compatibili con infezione da Covid 19, pur in assenza di una conferma diagnostica mediante tampone, a oggi non effettuato dall’Asl,  sono tutti isolati all’ultimo piano della struttura, uno per camera molto arieggiata e con bagno privato, seguiti da alcuni operatori che li curano e accudiscono in maniera dedicata, provvisti di adeguati dispositivi di protezione individuale».

Gli altri ospiti sono stati divisi quasi tutti uno per camera, in pochi casi due per camera. «Parlando con alcuni di loro e con il personale che li segue, non li ho trovati particolarmente turbati dal fatto di vedere continuamente persone “vestite da astronauta”, che potrebbe far percepire l’angoscia del pericolo, probabilmente perché hanno vissuto periodi storici ben più pericolosi. Patiscono però moltissimo l’isolamento interno, la mancanza di momenti di aggregazione, le piccole passeggiate da una camera all’altra ,il momento dei pasti tutti insieme (ora la giornata si trascorre in camera per evitare il contagio. Lamentano in particolare la mancanza di contatto con i familiari», sottolinea Calzia.

Da parte di tutto il Consiglio di amministrazione della Casa di riposo Opere Pie Agnesi un sentito ringraziamento per l’opera svolta in un così difficile momento, va a tutto il personale: infermieri, operatori socio-assistenziali, cuochi, fisioterapisti, animatori, osa, nonché al direttore Sanitario e alla direzione amministrativa per l’impegno e il senso di dedizione dimostrato.

Nell’ambito di una campagna promossa per contrastare il coronavirus e aiutare le strutture sociosanitarie della nostra Provincia a fronteggiare la dilagante pandemia, il Rotary Club di Imperia Distretto 2032, si è fatto carico, tra l’altro, di tutte le spese per la completa sanificazione anche della Casa di riposo di Pontedassio.

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