Pacco spesa invece che contanti. A Bordighera monta la polemica, le spiegazioni del sindaco

Da domani si potranno fare richieste specifiche per "personalizzare" i pacchi

Bordighera. Per aiutare i cittadini travolti (economicamente) dall’emergenza Covid-19, il Comune di Bordighera ha scelto di acquistare viveri da consegnare a chi è in difficoltà tramite la Croce Rossa. Una decisione che ha suscitato alcune polemiche in città, soprattutto tra chi, sperando di poter ricevere buoni spesa, carte di credito prepagate da utilizzare per gli acquisti o denaro contante, si è dovuto “accontentare” di un pacco contenente pasta, farina, uova, latte e generi di prima necessità.

A spiegare la scelta di donare direttamente alimenti e non un contributo economico è il sindaco Vittorio Ingenito: «Abbiamo deciso così perché la Croce Rossa ha sempre provveduto, con esperienza ed efficienza, alla distribuzione alimentare». «I Comuni potevano scegliere se distribuire denaro contante (come è stato fatto a Imperia), tessere al portatore (come ha fatto Ventimiglia), oppure acquistare direttamente generi alimentari pagati dal Comune (così come in altre parti d’Italia) e distribuiti, nel nostro caso, dalla Croce Rossa».

I primi pacchi, del valore di 25 euro per componente del nucleo famigliare, sono stati consegnati. Da domani, a seconda delle particolari esigenze espresse dai cittadini che hanno diritto all’aiuto, «si provvederà a personalizzare la spesa facendo espressa richiesta alla Cri», spiega il sindaco.

Aiuti fino a fine maggio. «A differenza di chi ha scelto di distribuire i soldi – conclude Ingenito -. Abbiamo calcolato che consegnando direttamente gli alimenti, potremo aiutare chi ne ha bisogno fino alla fine di maggio, garantendo altri approvvigionamenti».