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Coronavirus, Partito Comunista Italiano: «Atto gravissimo fare test a lavoratori solo dopo 12 giorni di malattia»

«La giunta regionale ligure così facendo è in palese violazione con la nostra Carta Costituzionale ed in contrasto con le raccomandazioni del OMS e dell’ISS»

Genova. «Come Partito Comunista Italiano contestiamo e troviamo aberrante l’atteggiamento della regione Liguria nei confronti dei lavoratori di RSA, case di riposo, etc. La decisione dell’Asl di fare i test ai lavoratori solo dopo 12 giorni di malattia è, infatti, un atto gravissimo, una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori e delle strutture dove operano; una chiara mancanza di considerazione riguardo la salute di chi ha necessità di certi servizi» – dice Partito Comunista Italiano.

«La giunta regionale ligure così facendo è in palese violazione con la nostra Carta Costituzionale ed in contrasto con le raccomandazioni del OMS e dell’ISS. Di fatto, stiamo assistendo già da qualche giorno, sulla pelle di lavoratori e cittadini, all’avvio della Campagna elettorale di due facce della stessa medaglia: Toti con tutto il centrodestra e il “cosiddetto” centrosinistra.

Invitiamo quest’ultimo (PD in testa) a non cercare una nuova “verginità” ricordandogli che le azioni a livello regionale e livello nazionale portate avanti negli anni parlano chiaro e non sono state molto diverse da quelle del centrodestra né sui diritti dei lavoratori, né, tanto meno, sullo smantellamento della sanità pubblica (tagli pari a 37 miliardi in 10 anni).

In questo momento così difficile per la nostra comunità come PCI ribadiamo la nostra posizione:
– i test (tamponi, sierologici) siano, al più presto, garantiti gratuitamente a tutti i lavoratori in prima linea sia nelle strutture ospedaliere sia nelle case di riposo che nelle RSA, etc. Aspettare 12 giorni è una follia!

– la sanificazione di tutte le strutture interessate sia immediata e continua, assicurando al lavoratore e all’utente il più alto livello di sicurezza.

– infermieri, medici, OSS con contratti a termine siano assunti con contratti a tempo indeterminato in modo che, finita l’emergenza, possano contribuire a creare le condizioni per “invertire la rotta” riguardo politiche regionali e nazionali che da anni non fanno che smantellare la sanità pubblica invece di lavorare ad un suo rafforzamento che possa garantire un diritto fondamentale, quello alla salute.

È il momento di pensare alle priorità, ai diritti dei lavoratori e dei cittadini che non possono continuare a pagare con la loro salute politiche scellerate che hanno devastato il sistema sanitario pubblico nazionale. Non chiamateli eroi o angeli solo per pulire le vostre coscienze!» – afferma il Partito Comunista Italiano.

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