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Coronavirus, Gruppo Pd: «Alisa vieta le cure farmacologiche domiciliari»

«L'esatto contrario di ciò contrario di ciò che accade in altre regioni. Curare a casa i pazienti con i primi sintomi consente di contenere ricoveri e in alcuni casi di evitare degenerazioni»

Genova. «Perché la Liguria non consente l’assistenza farmacologica a domicilio, neppure in forma sperimentale? A vietare questo tipo di intervento è una disposizione delle Asl liguri datata 30 marzo, che fa seguito a una lettera di Alisa del 25 marzo, secondo cui i farmaci come clorochina e idrossiclorochina utilizzati per curare il Coronavirus, dovranno essere usati prioritariamente in ambito ospedaliero e non sono prescrivibili a livello territoriale, a meno che non vi sia una richiesta del medico curante o non si tratti di casi di particolare gravità» – afferma il Gruppo PD in Regione Liguria.

«In molte altre parti d’Italia, invece, si va nella direzione opposta. In Emilia Romagna, il cui presidente Bonaccini è anche presidente della Conferenza delle Regioni, si sta spingendo molto sulle cure domiciliari per i pazienti che presentano in primi sintomi influenzali, curando direttamente a casa i malati con la clorochina e trattando ogni febbre come Covid-19. E lo stesso, a livello sperimentale, sta accadendo ad Alessandria, nel Piemonte a guida centrodestra. Perché la Liguria ha scelto di fare diversamente? C’è un problema di scorte o di impostazione? Sull’assistenza territoriale la nostra regione è molto indietro. Le disposizioni del Dpcm del 9 marzo, che invitava le Regioni ad attivare le attività territoriali attraverso unità speciali di continuità assistenziale, sono state recepite, qui da noi, solo il 25 marzo.

L’assistenza domiciliare farmacologica consente di non intasare gli ospedali e permette di attivare subito una serie di cure per trattare precocemente i malati, con l’obiettivo di migliorarne la prognosi ed evitare una degenerazione della malattia, che sfoci nel ricovero in terapia intensiva. Nella sua lettera alle Asl liguri, Alisa cita una disposizione dell’Aifa. Ma ciò non ha impedito ad altre Regioni di fare diversamente.

La Liguria è arrivata ultima nel potenziamento delle unità speciali di continuità assistenziale, sarebbe importante non arrivare ultimi anche sulla sperimentazione dell’assistenza farmacologica domiciliare. Sulla questione il Gruppo del PD presenterà un’interrogazione» – afferma il Gruppo PD in Regione Liguria.

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