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Coronavirus e sport, il pallavolista di Taggia Simone Parodi racconta la sua esperienza

Concluso il campionato in Polonia lo schiacciatore tabiese è tornato nell'Imperiese e ora si allena in casa puntando alle Olimpiadi

Sanremo. L’emergenza sanitaria da coronavirus ha influenzato anche il mondo dello sport. Il pallavolista professionista Simone Parodi, nato a Sanremo e cresciuto a Taggia, dalla sua abitazione racconta come il Covid-19 ha influenzato la sua carriera sportiva.

Simone Parodi

«Abbiamo finito di giocare circa venticinque giorni fa - racconta Simone Parodi, che dopo aver mosso i suoi primi passi nel Volley Arma di Taggia ha intrapreso una carriera di successo che lo ha portato a giocare in Serie A, in Nazionale e attualmente in Polonia - Abbiamo fatto l’ultima partita di Champions League e poi hanno deciso di annullare il campionato, così non c’è stato nessun trofeo e nessun vincitore. Un po’ mi dispiace perché eravamo primi in classifica, però adesso l’importante è la salute di tutti».

Anche se la situazione non era ancora così grave come in Italia il mondo sportivo polacco ha preso da subito dei provvedimenti: «In Polonia il campionato è finito due settimane fa e così ci hanno dato l’ok per tornare a casa - dice lo schiacciatore - Là la situazione era migliore rispetto a qua perché non c’erano tutti quei casi e comunque nonostante questo hanno deciso di stoppare il campionato, mentre in Italia hanno deciso di stopparlo due giorni fa, quindi, in questo senso, sono stati un po’ più previdenti».

Il pallavolista di Taggia, dopo aver avuto il via libera, è riuscito a tornare in Italia: «Il mio viaggio è stato un po’ difficoltoso, sono riuscito a partite proprio al limite perché dalla Polonia partiva solamente un volo alla settimana, da Varsavia, e quindi sono dovuto andare a Francorforte per prendere il volo che è atterrato a Milano. Ho preso il pullman da dove vivevo fino a Francoforte, sono state 12 ore di viaggio. I controlli li ho avuti a Milano quando sono atterrato. E’ stato un viaggio lungo ma alla fine è andata bene».

Una volta giunto in provincia di Imperia ha iniziato la quarantena in casa: «E’ dura perché ho fatto quindici giorni in quarantena a casa da solo, però sono riuscito ad allenarmi e a fare i miei esercizi come la maggior parte degli atleti rimasti chiusi in casa. Sono riuscito ad allenarmi con gli attrezzi che avevo, a corpo libero, e con gli amici, in video chiamata ci allenavamo insieme. Cerchiamo di fare del nostro meglio per tenerci in forma da casa».

«Era da settembre che eravamo sempre in palestra, quindi due settimane di stop ci stanno. Penso che tra qualche settimana ci mancherà quello che facciamo da sempre ed è normale. Ovviamente sarà un po’ dura fino a settembre, visto che è saltato tutto, sia le Olimpiadi che il campionato, che doveva finire a maggio – afferma Parodi parlando della sospensione di ogni competizione di pallavolo – E’ stata una decisione dura ma giustissima, la salute prima di tutto. Non si può giocare e rischiare la vita dei ragazzi e del pubblico che ci viene a vedere. E’ stata la decisione più corretta».

«Dopo l’emergenza penso che sarà una questione di tempo per tornare alla normalità, i primi mesi magari sarà un po’ diverso, le persone saranno un pochino più in difficoltà per andare a vedere le partite. Spero, come tutti gli sportivi, che presto tutto tornerà alla normalità» – si augura il pallavolista.

Il coronavirus ha influenzato la stagione, ma Parodi non si scoraggia e pensa al futuro: «In Polonia stavo giocando bene e perciò c’era qualche possibilità di partecipare alle Olimpiadi. La mia età non mi aiuta, forse era la mia ultima possibilità. Se saranno l’anno prossimo vorrà dire che dovrò fare ancora di più e tenermi più in forma. Ci proverò, poi vedremo cosa succederà. La decisione di posticiparle penso comunque che sia stata giustissima. Ho avuto un po’ di problemi fisici durante la mia carriera, soprattutto ultimamente, perciò il mio obiettivo è di cercare di stare il meglio possibile dal punto di vista fisico, poi poter giocare in buone squadre fino a quando riuscirò a vedere se l’anno prossimo riuscirò a tornare in nazionale».

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