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Coronavirus e pugilato, D’Ambrosi: «Al via primo step per ripartire»

La Federazione pugilistica italiana dovrà compilare un questionario dove sarà possibile indicare i fattori di rischio legati alla propria disciplina sportiva ed ai diversi luoghi ove essa è praticata

Genova. Il mondo dello sport si mobilita affinché le migliaia di associazioni e società sportive – che costituiscono il midollo spinale di tutto il movimento sportivo nazionale – possano ripartire. In tal senso, la Federazione pugilistica italiana ha ricevuto una lettera del Coni, con cui si chiede di produrre, entro il 23 aprile, un documento di sintesi che potrebbe essere utile alla ripresa degli allenamenti ovvero delle attività sportive, pur nel doveroso e rigoroso rispetto delle misure atte a prevenire e contrastare l’epidemiologia in atto.

In particolare, la Federazione dovrà compilare, con il necessario ausilio del settore sanitario, un questionario dove sarà possibile indicare i fattori di rischio legati alla propria disciplina sportiva ed ai diversi luoghi (palestre o altre aree sportive) o momenti ove essa è praticata (allenamenti o competizioni con o senza presenza di pubblico).

«I fattori di rischio riguarderanno sia l’attività agonistica che quella amatoriale. I dati così raccolti, dovrebbero costituire un prezioso contributo per definire dei protocolli (distanziamento, indice di affollamento di una palestra, modalità di svolgimento delle competizioni, ecc.) che potrebbero essere utili alla ripresa delle attività.

Per tale motivo, chiedo la massima collaborazione e la massima celerità al nostro settore sanitario – che ha sempre fornito un importantissimo contributo professionale all’attività pugilistica – al fine di redigere il questionario richiesto e comunicare quanto necessario al Coni, entro la data indicata. Avanti, l’uscita dal tunnel non è poi così lontana» – afferma il vice presidente vicario Flavio D’Ambrosi.