Coronavirus, Bonello (Confesercenti): «La Pasqua è sempre stata una festa, quest’anno no»

«Una Pasqua di resistenza per poi essere pronti per la ripartenza, più forti di prima e con una ferita che lascerà un segno indelebile in ognuno di noi»

Imperia. «Una “strana Pasqua”. Solitamente per noi operatori turistici la Pasqua è un importante momento di lavoro. Siamo impegnati ad ospitare i clienti, a mettere in ordine le nostre aziende, ad organizzare gli acquisti, a coordinare il personale. Tra noi ci dicevamo sempre “gli altri riposano e noi lavoriamo”. La Pasqua è sempre stato quindi un periodo di grande gioia, di arrivi di turisti, di impegno e di passione. La Pasqua è sempre stata una festa di odori, di profumi, di fatiche, di sorrisi, di musica, di spettacoli, di escursioni. Quest’anno no» – commenta Ino Bonello, presidente provinciale Confesercenti.

«Quest’anno è tutto in silenzio; è tutto un lungo silenzio, tanto dolore, tante lacrime, tanta tristezza ed amarezza, molta desolazione, un lungo riposo forzato, tante preoccupazioni per il futuro. In questo clima così particolare la Confesercenti non si è fermata; siamo in prima linea a Roma, a Genova, nelle nostre città, affianco alle difficoltà degli operatori, alle loro angosce. Confesercenti combatte, per i propri settori, questa brutta “guerra“ con i mezzi a disposizione. Ora ci stiamo concentrando anche sul futuro, sulla ripresa. Quali cambiamenti avremo? Come possiamo riorganizzarci?

Tanti pensieri, ma come Presidente provinciale non voglio mancare di augurare a tutti una Buona Pasqua. Una Pasqua 2020 di resistenza per poi essere pronti per la ripartenza, più forti di prima e con una ferita che lascerà un segno indelebile in ognuno di noi. Una città vive se vive il commercio, se vive il turismo. A noi operatori manca la normalità del lavoro, della fatica, dei sacrifici, sia sotto il profilo economico ma anche quello umano» – afferma il presidente provinciale Confesercenti Ino Bonello.