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Cgil Cisl e Uil al ministro Di Maio: «Lavoro a distanza nel Principato di Monaco anche per i frontalieri italiani»

«Con la legge n. 1429 del 4/7/16, infatti, il telelavoro è entrato organicamente nell’organizzazione del lavoro delle aziende, ma è previsto per i soli residenti nel Principato o in Francia»

Imperia. La richiesta di Cgil, Cisl e Uil al ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale sulla questione del lavoro a distanza nel principato di Monaco:

«Egregio Ministro Luigi Di Maio, come anticipato nei giorni scorsi alla viceministro Onorevole Marina Sereni, registriamo problemi interpretativi con il Principato di Monaco nell’adozione del telelavoro. Nelle ultime settimane il Principato di Monaco ha esteso il telelavoro anche ai lavoratori frontalieri italiani. Si tratta però di una misura temporanea, strettamente collegata al periodo dell’emergenza sanitaria, non contemplata nell’attuale disciplina monegasca del telelavoro.

Con la legge n. 1429 del 4/7/16, infatti, il telelavoro è entrato organicamente nell’organizzazione del lavoro delle aziende, ma è previsto per i soli residenti nel Principato o in Francia, con la quale peraltro è stato definito il relativo protocollo attuativo, restando invece esclusa la sua applicazione ai lavoratori frontalieri italiani.

Per quanto ci è dato di sapere, ad oggi è stato avviato un confronto sul telelavoro tra le delegazioni dei due paesi nel quale, nella specifica riunione del 8 aprile 2019, si evidenziava che: “L’incontro ha permesso di chiarire le opportunità che questo progetto rappresenta per l’Italia, in particolare in termini di sviluppo dell’occupazione e miglioramento del traffico e dei viaggi nella regione. Le discussioni sono state molto costruttive e sono stati concordati scambi regolari per
consentire un esito favorevole di questo fascicolo in breve tempo”.

Non abbiamo evidenza allo stato di successive evoluzioni o, quantomeno, non ne siamo a conoscenza. Sentite le nostre OO.SS. territoriali che, anche alla luce del recente DDL regionale n. 276/20 in materia di “Nuove norme in materia di lavoratori frontalieri liguri”, siedono nella consulta allo scopo costituita, emerge inoltre che lo scarso utilizzo dei lavoratori italiani sia determinato, oltre che dalla tipologia delle professionalità richieste, soprattutto dalla mancata definizione degli strumenti e delle modalità per esercitarlo.

In questo quadro e analogamente a quanto è già stato fatto da tempo con la Francia, chiediamo pertanto di accelerare il processo per addivenire al più presto ad un accordo bilaterale sul telelavoro con il Principato di Monaco, dando seguito al confronto già avviato.

Iniziativa tanto più utile oggi a ridurre ulteriormente i flussi dei lavoratori e quindi i rischi di estensione del contagio, quanto a determinare nella prospettiva dell’auspicabile ripresa occasioni di sviluppo anche per il nostro paese».

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