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Vicenda Club Tenco, il rappresentante degli eredi di Luigi replica al direttivo: «Nessuna richiesta di incontro con la famiglia»

«Confermiamo la totale disponibilità al dialogo e soprattutto alla ricostruzione di un Club Tenco che vorrà mantenere i valori e gli obiettivi per cui fu fondato»

Sanremo. Michele Piacentini, rappresentante dagli eredi del cantautore Luigi, replica al direttivo del Club Tenco:

«Essendo stato coinvolto in prima persona e a mezzo stampa ritengo utile illustrare pochi, ma essenziali fatti per correggere le notizie errate che sono state diffuse attraverso la replica del signor Staino, a partire proprio dal sereno incontro con gli eredi Tenco che dice di chiedere mentre in realtà è già avvenuto e successivamente al quale ha risposto, sempre a mezzo stampa, di voler continuare indefesso per la strada scelta dal direttivo del Club di cui fa parte.

Unicamente per questo atteggiamento e per le recenti dichiarazioni ed interviste tese a sminuire la famiglia Tenco, i signori Tenco hanno preso la difficile e coraggiosa scelta di non rinnovare l’utilizzo del marchio Club Tenco a questo direttivo.

Per quanto mi riguarda, in nome dell’onestà intellettuale, è certa la mia trasparenza relativamente a tutto ciò che concerne Tenco: pur svolgendo un lavoro di management di artisti, ho sempre evitato di occuparmi di artisti legati alla figura o al repertorio di Luigi Tenco per fini economici; pur avendo amici o colleghi o addirittura origini professionali connesse alle attività musicali del Festival di Sanremo, ho sempre evitato rapporti commerciali con artisti o produzioni che potessero causare conflitti di interessi; pur essendo autore della biografia “Luigi Tenco”, non ho mai percepito nemmeno un centesimo dei proventi spettanti all’autore avendo chiesto alla casa editrice di devolverli in beneficenza.

Alla luce di questi esempi reali posso dire che ben conosco il senso del sacrificio e che le mie scelte personali, che considero in ogni caso felici, non posso considerarle come argomenti per avanzare qualsiasi pretesa su Tenco così come non posso considerare buone le considerazioni sulle strumentalizzazioni fatte da persone, “amiche” di questo Direttivo, che dalle strumentalizzazioni hanno tratto profitti.

Relativamente alla strategia di puntare il dito contro l’ufficio stampa della famiglia Tenco, attribuendo con singolare fantasia addirittura titoli inesistenti, credo che sia un atteggiamento poco sereno e soprattutto poco rispettoso del pensiero e delle azioni degli eredi Tenco.

Al di là di queste doverose precisazioni, contrariamente a quanto propagandato dal signor Staino attraverso le dichiarazioni alla stampa, sottolineo che a tutt’oggi non è giunta alcuna email contenente la richiesta di un incontro con la famiglia Tenco o la richiesta di avere delega all’utilizzo del nome Tenco.

Da parte degli eredi Tenco e mia, tutti ancora in attesa dei documenti richiesti in più occasioni sin dal 2014, confermiamo la totale disponibilità al dialogo e soprattutto alla ricostruzione di un Club Tenco che vorrà mantenere i valori e gli obiettivi per cui fu fondato».