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Porto di Ospedaletti, il comitato dei creditori boccia la proposta transattiva. Si va dritti al Consiglio di Stato

In fumo il tentativo di una conciliazione tra le parti in causa

Ospedaletti. Nuova doccia fredda sul caso Baia Verde. Dopo mesi di trattative tra Comune e parti interessate, intrattenute di fronte al tribunale di Genova per cercare una soluzione pacifica, bonaria, all’affaire dell’incompiuta del porto turistico, è arrivata nelle scorse ore la bocciatura da parte del comitato dei creditori alla proposta transattiva imbastita dall’amministrazione Cimiotti (in continuità con quella Blancardi), che prevedeva, quale perno dell’accordo, un chip da 25 milioni di euro a carico del futuro soggetto realizzatore dell’approdo, da versare ai creditori del fallimento Fin.Im. prima di una possibile ripresa in possesso del cantiere abbandonato da circa un ventennio.

A seguito dell’istanza presentata giorni fa dalle società facenti capo all’imprenditore Mauro Mannini (ex patron di Fin.Im.), il comitato dei creditori (composto principalmente dallo stesso Mannini e dall’Impresa Rosso) ha deciso di stoppare la fase conciliativa andando a bocciare la proposta avanzata dall’amministrazione comunale, stilata in accordo con il curatore fallimentare. La valutazione negativa – stando a fonti che hanno seguito in prima linea la vicenda – non sarebbe stata fatta tanto sulla stima del “chip”, quanto sulle tempistiche che un accordo del genere avrebbe comportato. Quando ci sarà un nuovo imprenditore disponibile a investire su Baia Verde e, quindi, disponibile a rifondere gli imprenditori falliti? Una domanda che rimane senza risposte certe.

La buona notizia, tra virgolette, riguarda invece il giudizio amministrativo pendente di fronte al Consiglio di Stato. Il caso riguarda il destino delle opere già realizzate, in primis la diga foranea, di cui non si conosce, ad oggi, chi deve esserne proprietario e responsabile. Se il tentativo di accordo tra le parti iniziato dal municipio per sveltire l’intera pratica, era stato iniziato perché non si vedeva all’orizzonte una pronuncia dei magistrati, è notizia fresca la fissazione da parte del Consiglio di Stato (ultimo grado di giudizio per quanto riguarda i processi amministrativi) di una prossima udienza, in programma nel mese di ottobre.

Una novità che riapre le speranze. Il bivio porterà i giudici a decidere se le opere realizzate devono essere incamerate al Demanio (quindi diventerebbero di proprietà dello Stato) o se invece vanno conteggiate tra i beni del fallimento Fin.Im. «Avere una pronuncia definitivamente certa su questo processo ci metterà nelle condizioni di ripartire con un percorso definito. Accolgo la fissazione dell’udienza da parte del Consiglio di Stato come una buona notizia per il Comune», commenta il sindaco Daniele Cimiotti.

Su un binario del tutto parallelo rimane il discorso dei risarcimenti danni vantati dal vecchio concessionario che si è visto annullare, nel gennaio 2013, la concessione demaniale sulle quale aveva fondato il proprio piano finanziario. Dalla perizia del consulente del tribunale sulla cui scrivania è in discussione la “causa-bis”, è emerso che il danno patito, interessi compresi, si aggira intorno ai 38 milioni di euro, a fronte di una richiesta iniziale di 155 milioni.

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