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Coronavirus, Sulpl: «Tutti i comandi di polizia locale devono operare in sicurezza e con presidi previsti»

«E' in gioco la vita degli Operatori»

Genova. La terribile emergenza sanitaria che sta affliggendo l’Italia e il mondo intero sta mettendo drammaticamente a repentaglio la salute da chi combatte in prima fila questa durissima battaglia, primi fra tutti i dottori, gli infermieri, il personale delle pubbliche assistenze e gli operatori di tutte le forze di polizia impegnate nei controlli per il rispetto del Decreto Ministeriale attuato a tutela della pubblica incolumità. A tal proposito interviene il Sulpl, sindacato autonomo della polizia locale, che, attraverso una nota durissima della segreteria provinciale di Imperia, a nome del coordinatore regionale Sergio Fogliarini esprime la propria posizione lanciando un vero e proprio grido di allarme: «La situazione è gravissima. E’ inutile nascondere la nostra preoccupazione. Qualsiasi utente potrebbe potenzialmente essere infetto e quello che spaventa di più è l’asintomaticità degli infetti in numerosi casi.

Il personale della polizia locale, al pari delle altre forze di polizia, è impegnato quotidianamente nell’espletare i vari controlli delle autocertificazioni e monitorare gli spostamenti dei cittadini cui purtroppo una considerevole parte continua scelleratamente ad infrangere le regole mettendo quindi a repentaglio la propria e l’altrui incolumità. Con profonda amarezza dobbiamo dare atto che gli operatori della polizia locale della provincia di Imperia non prestano servizio nelle medesime condizioni di sicurezza: in certi Comuni, infatti, i sindaci e i comandanti hanno tempestivamente e opportunamente dotato il personale di adeguati dispositivi di protezione individuale quali idonee mascherine (Ffp2 e ffp3), guanti, tute monouso ed occhiali mentre in altri comandi gli agenti sono stati mandati leteralmente allo sbaraglio e, ad oggi, risultano ancora privi di mascherine adatte all’utilizzo preposto esponendo quindi gli operatori a gravissimi rischi per la loro vita!

Ricordo che il datore di lavoro è obbligato per Legge (Dlgs 81/08) a fornire al personale tutte le strumentazioni ed
attrezzature atte a prevenire ogni tipo di infortunio sul luogo di lavoro nel quale è chiamato ad intervenire: è vergognoso e intollerabile imporre il controllo dell’utenza agli addetti alla polizia locale privi anche dei più elementari dispositivi di protezione individuale in queste condizioni. I sindaci e i comandanti non possono giocare sulla vita degli appartenenti alla polizia locale! Assistiamo ogni giorno all’aggiornamento terrificante di questo che ormai è diventato un vero e proprio bollettino di guerra nella quale siamo coinvolti tutti e sappiamo che se non cambieranno drasticamente le cose, piangeremo ancora tante vittime. E, ribadisco, nessuna categoria è esclusa come purtroppo in queste ore le notizie di cronaca dimostrano.

La polizia locale che, come le altre forze di Polizia dello Stato ha il gravoso compito di far rispettare la legalità, non può continuare a correre l’elevatissimo rischio di vedere propri appartenenti infettati da questo maledetto virus per la negligenza, ottusità e irresponsabilità di datori di lavoro che obbligano gli operatori di espletare servizio nonostante non siano dotati dei prescritti dispositivi solo perché “bisogna fare statistica”. Vogliono forse vedere un Agente attaccato ad un respiratore artificiale per rendersi conto di quanto sia rischiosa la loro professione? Come può, per esempio, una sola unità senza mascherina o con una scaduta (!!!!) oppure di tipo ffp1 (quindi completamente inefficace) controllare l’utenza rispettando la canonica distanza di un metro imposta dal Ministero per scongiurare il rischio di contagio?

E’ praticamente impossibile considerata la tipologia del controllo che impone il ritiro delle autocertificazioni molte delle quali vengono compilate all’atto del controllo stesso con tutti i prevedibili rischi del caso. Senza considerare che non di rado si assiste a reazioni illegali da parte del soggetto sottoposto agli accertamenti del caso. Non si tratta quindi di rispettare la distanza di sicurezza in coda al supermercato come un comune cittadino ma di attuare tutte le funzioni di un corpo di polizia!!

L’attività degli operatori della polizia locale, la cui la commovente solidarietà della popolazione non può che dare orgoglio e rimarcare l’elevato senso del dovere, può davvero essere irrimediabilmente compromessa se oltre al terribile nemico “Covid19” il personale deve combattere con chi avrebbe l’obbligo di legge oltre che morale di tutelare loro ed invece resta immobile o peggio sottovaluta e minimizza la situazione forse perché al caldo di una scrivania la realtà appare sempre inevitabilmente distorta!».