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Coronavirus, primo morto a Sanremo: è un 76enne ricoverato nel reparto Malattie infettive

Il governatore Toti: «Se ci sarà una esplosione di contagi dobbiamo essere pronti»

Sanremo. C’è il primo morto a Sanremo per coronavirus: si tratta di un uomo di 76 anni residente nella città dei fiori. E’ mancato nel reparto Malattie infettive. La persona era  stata ricoverata in ospedale per una perforazione intestinale.

Dopo aver fatto una tac è emersa una brutta polmonite e sottoposto al test è risultato positivo. Successivamente il paziente, dal quadro clinico già compromesso, è deceduto. Sono quindi scattati i protocolli previsti in questo caso ed è stato individuato il personale che è venuto a contatto con il paziente. Il personale domani sarà sottoposto a tampone. E’ in corso la ricostruzione dei contatti stretti in modo da sottoporre gli stessi a opportuno isolamento.

«Sono 34 i casi positivi ad oggi in Liguria. Sono in corso alcune decine di tamponi quindi è possibile che i numeri crescano ancora. Gli ospedalizzati sono 23, mentre 11 sono al domicilio. Le persone in sorveglianza attiva sono 521», lo ha detto il presidente della Regione Giovanni Toti nel consueto punti stampa serale.

«Stiamo seguendo - ha proseguito Toti –  oltre ai pazienti provenienti dai cluster noti come quello Alassio anche situazioni di pazienti autoctoni, un percorso che è più difficile. Attendiamo una crescita esponenziale anche in Liguria. E i casi positivi potrebbero essere di più. Abbiamo stabilito dei piani operativi che prevedono la possibilità di ospitare pazienti di bassa, media e alta intensità di cura. Con la Protezione civile stiamo studiando strutture dove gestire meglio l’osservazione attiva,  oppure scaricare i reparti della degenza acuta dopo un periodo di convalescenza. Abbiamo predisposto un incremento del reparti di malattie infettive e intensive. Stiamo facendo dei grossi sacrifici, ma dobbiamo aumentare i servizi sanitari della regione. Ci aspettiamo un aumento  importante di contagi,  se accadrà i dobbiamo essere pronti».

«Per queste ragione – ha aggiunto il governatore  – anche alla luce dell’espansione del virus in Lombardia e in Piemonte, siamo una delle prime regioni ad aver predisposto un piano incrementale, in parte già in atto, per far fronte ad un aumento significativo dei casi che richiedano un ricovero in ospedale. Vogliamo e dobbiamo essere pronti a numeri importanti, perché il contagio ha un andamento esponenziale. Al contempo, stiamo individuando le strutture che utilizzeremo per la sorveglianza attiva di coloro che non possono trascorrere il periodo indicato al proprio domicilio o che vengono dimessi dagli ospedali. Ci prepariamo a gestire picchi di contagio senza andare in affanno ma garantendo cure adeguate a tutti coloro che ne avranno bisogno. Ognuno deve affrontare un piccolo sacrificio ma dobbiamo essere consapevoli che tra coloro che avranno bisogno di cure possono esserci parenti e amici di ciascuno di noi. È evidente che tutto questo durerà per il tempo necessario a gestire l’emergenza per poi tornare alla normalità»

«Ogni giorno si delinea il percorso che il nostro sistema sanitario fa – ha dichiarato la vicepresidente e assessore alla Sanità, Sonia Vialegarantendo anche i bisogni quotidiani della popolazione ligure. E’ in atto un piano puntuale elaborato per tempo rispetto ai bisogni emergenti, non dobbiamo considerare il singolo reparto o il singolo ospedale, ma tutto il sistema è chiamato a intervenire per contenere il contagio e aiutare le persone contagiate».

«Sono stati aggiunti dei gruppi strutturati di assistenza che supportano l’assistenza sul territorio, soprattutto l’assistenza domiciliare, i pazienti dimessi dai presidi ospedalieri e i tamponi. Grazie al rafforzamento, abbiamo già ricevuto riscontri positivi. Contiamo inoltre sulla collaborazione di tanti altri medici sul territorio. I servizi ambulatoriali sono tutti funzionanti ma devono rispettare regole emanate. Bisogna invece sospendere tutte attività ambulatoriali di gruppo. Deve essere implementato il servizio domiciliare utile, Alisa ha anche detto che si dovrà tenete conto di implementazione di servizi domiciliari. Non dobbiamo inoltre perdere il senso di umanità, ricordandoci che comunichiamo a persone che vivono con preoccupazione la situazione attuale. Non bisogna perdere perciò il senso di dimensione della normalità rispettando sempre le regole igenico sanitarie» – ha afferma la Viale.

«Siamo consapevoli dei disagi delle famiglie e perciò il contributo di 500 euro a famiglia è un primo aiuto che come Regione Liguria abbiamo deciso di varare subito, per sostenere i tanti liguri costretti a ricorrere a baby sitter con le scuole chiuse per il coronavirus. E’ per dare un messaggio che si è consapevoli di disagio che si sta affrontando cercando nel contempo di recuperare il meglio della situazione, e cioè il poter passare del tempo con i propri figli. 800 mila euro circa andranno per il sociale, probabilmente non sarà sufficiente per tutte le domande che riceveremo, perciò avremo una graduatoria. La domanda è da presentare entro il 16 aprile. Il riconoscimento del contributo verrà dato entro la fine di aprile» -ha concluso Viale.

«In questo momento di difficoltà e in una sospensione delle attività che ha colpito anche il mondo dello sport e della cultura abbiamo messo a disposizione di questi settori risorse importanti per far fronte alle spese fisse che devono sostenere nonostante il periodo di inattività – ha dichiarato Ilaria Cavo, assessore regionale alla Cultura e allo Sport –  Sono stati stanziati 500mila per un fondo rotativo sullo Sport e 500mila per un fondo rotativo sulla Cultura e Spettacolo: le associazioni sportive dilettantistiche per il primo, le  attività imprenditoriali e le associazioni culturali e dello spettacolo per il secondo,  potranno attingere a questi fondi attraverso prestiti rimborsabili che verranno erogati con finanziamenti a tassi fortemente scontati. A erogarli sarà direttamente la finanziaria regionale. Serviranno per far fronte alle spese correnti quali ad esempio bollette della luce, costi del personale, stipendi arretrati o qualunque tipo di spesa difficilmente sostenibile di tipo “circolante”. Si tratta di un modo concreto per aiutare chi ha difficoltà a pagare costi fissi e anche ad accedere al credito.  Per quanto riguarda le Associazioni Sportive dilettantistiche, già oggetto di un precedente bando regionale a gestione Filse con fondo rotativo, potranno godere, se richiesto, della moratoria sulla restituzione del prestito al 31 dicembre prossimo».

CASI POSITIVI IN LIGURIA: totali 34, di cui:

Ospedalizzati complessivi: 23. In particolare:

Asl 1 – 6

Asl 2 – 5

Ospedale Policlinico San Martino – 9

Galliera – 2

Asl 5 – 1

Al domicilio: 11

 

Pazienti in sorveglianza attiva: 521 totali.

Asl 1 – 88

Asl 2 – 277

Asl 3 – 65

Asl 4 – 36

Asl 5 – 55

I NUMERI DEL PIANO SANITARIO

Rianimazione e Terapia intensiva

Step 1: 25 posti dedicati a Covid19 dei 113 esistenti. 88 posti rimangono dedicati all’urgenza e all’elezione non differibile.

Step 2: aumento di 22 posti letto per traguardare 125 posti letto complessivi, di cui 65 saranno dedicati a pazienti con covid19.

Media intensità e Malattie Infettive

Step 1: individuata necessità di 99 posti letto dedicati a pazienti con covid19.

Step 2: obiettivo 160 posti letto complessivi dedicati. Di cui: 17 all’ospedale di Sanremo (Asl1), 9 all’ospedale di Albenga, 14 all’ospedale di Savona (Asl2), 15 al Sant’Andrea della Spezia (Asl5). Area Metropolitana: 50 all’ospedale Evangelico, 25 al Galliera, 30 all’Ospedale Policlinico San Martino.

Step3: obiettivo 250 posti complessivi dedicati. Di cui circa 100 all’ospedale Micone di Sestri Ponente.

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