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Club Tenco, il rappresentante degli eredi di Luigi al presidente del direttivo: «La famiglia chiede solo coerenza e trasparenza»

«L'autorizzazione del marchio è scaduta da quasi due anni, al posto vostro non avrei mai avviato una battaglia contro i legittimi titolari in un periodo privo di autorizzazione»

Sanremo. Michele Piacentini, rappresentante degli eredi di Luigi Tenco, replica alla lettera aperta scrittaglia da Sergio Staino, presidente del Club Tenco:

«Buon signor Staino, sono molto lieto, per un aspetto, di leggere la sua lettera aperta perché spero rappresenti finalmente una reale apertura alle semplici richieste di trasparenza che la famiglia Tenco sta ponendo da alcuni anni. Per altro aspetto, invece, mi lascia un po’ pensieroso perché in generale il mettere in piazza argomenti importanti induce coloro che scrivono comunicati stampa e lettere aperte a defocalizzare i temi delle discussioni per tentare di crearsi attenzioni vantaggiose e inevitabilmente portano a stigmatizzare le posizioni rendendo molto difficile qualsiasi forma di dialogo.

Ad ogni modo, con spirito ottimista e tornando al sentimento sereno del primo aspetto, sono felice che abbia avuto tempo per informarsi su di me scoprendo che non sono il Piacentini socio dei suoi ex datori di lavoro, che l’ambito in cui lavoro è quello del mondo dello spettacolo e della cultura e che il mio operato per i signori Tenco è di coordinamento delle loro attività legali mirate a promuovere la figura e le opere del Maestro Luigi Tenco. Spero che ciò possa essere visto come disponibilità a costruire e mantenere in essere l’immenso patrimonio morale che Luigi Tenco ha lasciato a tutti noi.

Per quanto riguarda gli argomenti di discussione che ha citato nella sua lettera (le manifestazioni AperiTenco e MovidaTenco nel corso dell’ultimo Premio Tenco), sa meglio di me che non sono gli unici elementi di divergenze tra gli eredi Tenco e l’ex Club, ma rappresentano alcuni dei punti che hanno spinto i signori Tenco a chiedervi più volte di non perdere di vista gli importanti valori storici del Club.

Per mio stile anche in altri ambiti e a maggior ragione nel ruolo di rappresentante dei signori Tenco, è mia consuetudine tentare sempre ogni possibile forma di dialogo prima di giungere a qualsiasi scelta e così ho agito anche con voi del Club. Però, purtroppo, avete risposto con atteggiamenti di indifferenza e dichiarazioni alla stampa dai chiari tenori anti famiglia Tenco che, inevitabilmente, hanno portato gli eredi Tenco alla scelta drastica e dolorosa di non rinnovare la delega all’utilizzo del marchio Club Tenco.

Le sottolineo, semmai ci fosse bisogno di dimostrarle la correttezza dei signori Tenco, che tale autorizzazione è scaduta da quasi due anni per cause naturali e non per ritiro da parte loro. Perciò, mi permetta un consiglio amichevole, al posto vostro non avrei mai avviato una battaglia contro i legittimi titolari del marchio e del diritto morale legati a Tenco in un periodo privo di autorizzazione.

Riguardo la signora Malantrucco che ho incontrato una sola volta scambiando soltanto un saluto e i 150 o eventuali futuri 150 mila personaggi pubblici aderenti alla sua chiamata alle armi, posso dirle con estrema serenità che, nel caso venissero usati per proseguire un’infelice e dannosa battaglia anti famiglia Tenco, non smuoveranno di una virgola il pensiero e la posizione degli eredi Tenco.

Riguardo il loro coinvolgimento alla vostra iniziativa e stando a quanto mi hanno riferito alcune delle persone che avete contattato, credo che la maggior parte di loro abbiano aderito solo per amore della storia del Club in quanto legata alla figura di Luigi Tenco, ma che non conoscano i reali motivi delle discussioni, così come restano molto sorpresi quando scoprono che la famiglia Tenco non fa parte del Club.

Se anche in questo caso mi permette un consiglio amichevole, ritengo che il coinvolgimento pubblico di tante persone importanti possa rischiare di rendersi controproducente per voi se tutte queste persone venissero portate a conoscenza del fatto che i signori Tenco vi stanno chiedendo semplicemente di dimostrare coerenza e trasparenza.

Come lei sa, Luigi Tenco fu trovato morto nel contesto del Festival di Sanremo la cui organizzazione, unitamente alla dirigenza della Rai lì coinvolta, non esitò a discriminare la sua umanità e la sua opera pur di salvare lo spettacolo televisivo della Canzone Italiana. Dovrebbe sapere anche che Amilcare Rambaldi ha potuto iniziare l’avventura del Club grazie ad infinite chiacchierate con Valentino Tenco che poi concesse la delega all’utilizzo del marchio per dare un palcoscenico ai giovani artisti che non venivano considerati in altri contesti musicali o dalle case discografiche.

Purtroppo, mi permetta la schietta osservazione, negli ultimi anni questi valori sono stati un bel po’ dimenticati da voi. Le riporto alcuni esempi: nel 2014, nonostante il Premio Tenco debba essere in antitesi al Festival, voi del Club vi siete fatti invitare al Festival di Sanremo e ciò fu causa di un comunicato stampa della famiglia Tenco; nel 2016 avete dato incarico alle riprese del Premio Tenco ad una società che lavora per/con la Rai ed in altri contesti commerciali; nel 2017 avete fatto entrare nel direttivo un discografico che opera nei Talent della Rai ed in altri contesti commerciali della musica; dal 2017 avete stretto accordi con società che realizzano e promuovono le iniziative del Festival di Sanremo; nel 2019 avete portato sul palco del Premio Tenco, tramite il discografico che opera nei Talent della Rai, artisti figli del marketing e che certamente non avevano bisogno di essere scoperti dal Club come talenti; a dicembre 2019 già avete avuto un incontro a Genova con la famiglia Tenco durante il quale avevate chiesto qualche mese di tempo per dimostrare di voler rispettare le origini del Club; infine ma non ultimo, nel 2020, nonostante la famiglia Tenco vi avesse chiesto di poter partecipare al consiglio del direttivo, vi siete riuniti in segreto evitando il confronto, ignorando i loro fondamentali punti di vista e addirittura continuando a rilasciare alla stampa dichiarazioni anti famiglia Tenco.

Sorvolo su altri episodi che potrebbero aprire scenari ulteriormente allarmanti però ritengo che lei possa comprendere che i pochi esempi che le ho scritto siano più che sufficienti per motivare le ovvie e giuste scelte che hanno dovuto prendere gli eredi Tenco.

Non so e non vorrei mai essere portato a conoscenza di eventuali accordi del Club con società o persone legate al Festival o ad interessi meramente commerciali tipici degli ambienti in cui girano centinaia di migliaia di euro ma, facendole ora io una domanda, ritiene saggia la posizione di contrasto e la linea bellicosa che il Club ha adottato contro gli eredi Tenco che invece chiedono trasparenza?

Sperando di averle illustrato chiaramente la totale serenità, ma soprattutto le preoccupazioni dei signori Tenco, le confermo il nostro piacere a voler vedere più che viva la mission del Club e a valutare il prosieguo del Club Tenco purché nel rispetto dei valori storici per cui fu fondato e possibilmente anche degli affetti per le persone che permisero di concepirlo, a partire da Luigi Tenco, Valentino Tenco e Amilcare Rambaldi.

Relativamente all’incontro, le anticipo che molto probabilmente sarà prolungato il periodo di divieto di assemblee per prevenire il diffondersi del Coronavirus e che quindi dovremo pensare ad altra data o ad un’altra soluzione per incontrarci. Inoltre, nonostante la grandissima stima che nutro verso la signora Ghezzi che lei ha coinvolto pubblicamente, mi sento di sconsigliare il suo intervento come intermediatrice sia perché non sarebbe cortese verso di lei e ciò che rappresenta nel mondo della musica e sia perché potrebbero venire evidenziati i conflitti di interessi relativi alla società audiovisiva a cui si appoggia per le sue attività e che fu causa di contestazioni per le riprese e le cessioni audiovisive del Premio Tenco 2016.

Credo siamo tutti abbastanza maturi per affrontare temi e soluzioni facili da raggiungere, una volta riabbracciate le linee di principio che le ho citato ma che già conosce bene. Sempre con estrema serenità e grande affetto per il Club la prego, sottolineandole il senso di preghiera amichevole, di non sottovalutate la richiesta dei documenti che dovete fornire entro il 12 marzo perché, al di là della trasparenza che gli eredi Tenco stanno reclamando, sono in realtà necessari ai fini di un eventuale rinnovo dell’utilizzo del marchio Club Tenco.

Credo che più semplicemente e modestamente di così non è possibile fare per mostrare ulteriormente l’ampia disponibilità mia e della famiglia Tenco. Avrei voluto scriverle di vedere lei se considerare queste email come lettere aperte oppure come discrete e reali intenzioni a voler trovare delle soluzioni concrete, per me l’una o l’altra scelta non rappresentano un problema, però anche in questo caso scopro dalla rassegna stampa che lei ha preferito mettere in piazza le sue teorie devianti prima ancora che potessi leggere la sua lettera».