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Sanremo, riflessioni e proposte di Liguria Popolare sul Piano Triennale delle opere 2020-2022 foto

«Liguria Popolare propone di instaurare un tavolo di lavoro rappresentativo delle associazioni di categoria e delle parti politiche con lo scopo di condividere un disegno omogeneo e fattibile della Sanremo del futuro»

Sanremo. Riflessioni e proposte di Liguria Popolare in merito al Piano Triennale delle opere 2020/2022: «Apprendiamo dagli organi di stampa che il triennio 2020/2022 sarà interessato da diverse opere di investimento. Il 95% con il supporto dei privati (circa 65,5ml di euro) ed il 5% supportato da risorse pubbliche (circa 4,5ml di euro). Quindi sicuramente rivolgiamo un grazie ai privati che credono in Sanremo e comunque notiamo che non c’è traccia di un project financing a iniziativa pubblica.

Per quanto riguarda il restyling del porto vecchio, che ammonta a 62 ml di euro contro una concessione attesa pari a 65 anni, rileviamo che sono ancora pendenti i due ricorsi al TAR promossi da Porto Sole e dal Gruppo Piras, che potrebbero potenzialmente creare ostacoli importanti della procedura; pare non sia ancora risolta la questione dei Cantieri Vitulano. Detto questo, nell’auspicio che non ci siano interruzioni amministrative, vediamo anche il lancio di un concorso di idee per il restyling della vecchia stazione dei treni. Consigliamo su questo punto di fissare precise linee guida onde evitare di ricevere proposte tra loro difficilmente comparabili.

Tornando al porto sarebbe opportuno capire la futura sistemazione della cantieristica oggi presente. Abbiamo eccellenze locali che potrebbero essere messe intorno a un tavolo per ragionare su nuove ipotesi di cantieristica su Capo Verde – in parte già esistente – a valenza pubblica e/o privata.

Sempre sul tema un project ad iniziativa pubblica potrebbe essere lanciato per la sistemazione definitiva dell’area tra i due porti. Questa è la vera potenzialità della zona che richiede un intervento preciso dell’amministrazione che dovrebbe tracciare le linee guida per inquadrare un progetto di rigenerazione ambientale e turistica.

Come altro esempio di project financing ad iniziativa pubblica consigliamo di ragionare su un progetto di “discarica di inerti pubblica” che permetta di calmierare i costi di smaltimento degli inerti prodotti dalle società edili locali, che oggi sono in crisi e questa componente di costo è diventata preponderante. Le uniche discariche di inerti sono a Ventimiglia e Imperia e tra logistica e smaltimento parliamo di cifre importanti che incidono pesantemente sui bilanci del settore dell’edilizia.

Leggiamo nel piano delle opere il progetto della rotonda di San Martino che sarebbe realizzabile a valere sugli oneri di urbanizzazione dell’hotel di porto sole. Data la rimodulazione del progetto e i tempi lunghi di approvazione del nuovo schema progettuale ci chiediamo quando saranno effettivamente disponibili le somme per realizzare la rotonda. Non pensiamo questo avvenga nel triennio.

Notiamo che la strada di Bussana vecchia non verrà allargata perché 185mila euro sono stati stralciati e non vediamo nessuna cifra dedicata alla manutenzione delle strade collinari. Per la zona Bussana a mare ci chiediamo come sia possibile che permanga una situazione di degrado ambientale collegata alla presenza di una attività di commercio di materiale inerte e lapideo adiacente ad una importante area turistico-balneare.

Arrivando alla zona di Valle Armea e mercato dei fiori notiamo da una parte il tentativo di rilancio dell’area con l’inserimento di The Mall e dall’altra l’aggregazione, non sempre compatibile, di attività quali polo scolastico, polo sportivo, polo floricolo ed il rimessaggio di Amaie Energia che crea ultimamente non pochi fastidi odorigeni a coloro che vanno all’outlet del lusso. Dalle vetrine del lusso in effetti vediamo le vetrine degli autocompattatori.

Per ultimo notiamo ancora una volta l’assenza di progettualità sull’area più importante e strategica della città: Piazza Colombo. Nello schema di finanziamento delle opere triennali notiamo inoltre l’assenza di un piano di reperimento di fondi europei e non si parla di strategie di urbanistica concertativa.

Liguria Popolare propone di instaurare un tavolo di lavoro rappresentativo delle associazioni di categoria e delle parti politiche superando i classici steccati ideologici con lo scopo di condividere un disegno omogeneo e fattibile della Sanremo del futuro».

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