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Sanremo, gli eredi di Tenco: «Addio al Club se il direttivo non rispetta Luigi»

«L’associazione ha imboccato una strada diversa e lontana da alcuni dei principi per cui fu fondata, prediligendo sempre più i risultati mediatici e commerciali»

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Sanremo. Il Club Tenco rischia di chiudere per sempre i battenti. Ad annunciarlo gli eredi di Luigi, Graziella, Patrizia e Giuseppe Tenco, da tempo in lotta con il direttivo dello stesso Club. Ecco le loro dichiarazioni:

«Con dispiacere constatiamo il fatto che l’associazione Club Tenco abbia imboccato una strada diversa e lontana da alcuni dei principi per cui fu fondata, prediligendo sempre più i risultati mediatici e commerciali e tendendo a far considerare sempre più come marginale la figura di Luigi Tenco per l’esistenza del Club Tenco.

A questa inaccettabile evoluzione, in un periodo in cui la delega all’uso del marchio “Club Tenco” è naturalmente cessata da oltre un anno, si aggiunge il fatto che alcuni membri del direttivo hanno rilasciato alla stampa dichiarazioni ed interviste per noi lesive, irrispettose ed ingrate.

Ciò nonostante, abbiamo tentato di recuperare i valori del Club Tenco con diverse comunicazioni ufficiali e attraverso un incontro che abbiamo chiesto al precedente legale rappresentante e che ha avuto luogo a Genova il 10 dicembre scorso. Le risposte ricevute dal Direttivo, purtroppo, le abbiamo apprese dai giornali attraverso cui abbiamo letto sia della nomina a nuovo legale rappresentante di uno dei soggetti autori delle contestate dichiarazioni e sia ulteriori dichiarazioni che consideriamo inopportune ed inappropriate.

Recependo, dunque, questo atteggiamento come una sorta di conditio sine qua non dove il Club Tenco potrebbe esistere unicamente con le volontà dettate da questo direttivo, vogliamo invece sottolineare la nostra ferma posizione a non voler sottostare a queste condizioni di mancanza di trasparenza, di rispetto e di correttezza per l’uso del nome Club Tenco.

Quindi, fin quando i soci dell’associazione non eleggeranno un nuovo direttivo rispettoso dei valori storici del Club e dei diritti di noi eredi Tenco, non potremo rinnovare l’uso del nome Club Tenco e riterremo, nostro malgrado, il Club Tenco come un’esperienza chiusa. Pertanto, invitiamo tutte le figure esterne coinvolte a non prendere in considerazione le iniziative e le richieste proposte da questo direttivo a nome di un Club Tenco non autorizzato e che non gode della nostra fiducia.

Siamo convinti del fatto che un esiguo gruppetto di persone non possa rappresentare un’intera associazione culturale di cui non ci è mai stata fornita alcuna documentazione e soprattutto siamo convinti del fatto che la vita e i valori di Luigi Tenco e del Club Tenco non possano essere gestiti da persone che, anche se in buona fede, hanno interessi in contesti commerciali o discografici.

Come dovrebbe essere noto a tutti, noi familiari di Luigi Tenco non abbiamo mai avuto profitti dal Club Tenco e non abbiamo mai avuto interessi di alcun genere se non quello di consentire di ricordare il suo valore umano e artistico attraverso una delega concessa a titolo gratuito.

Da parte nostra abbiamo cercato di rispettare e mantenere inalterato nel tempo il sentimento del fratello Valentino Tenco quando diede analoga disponibilità ad Amilcare Rambaldi che, con signorile rispetto, gli aveva chiesto di poter usare il nome Tenco. Auspicando un immediato recupero dei valori indicati, riportiamo di seguito la comunicazione formale inviata all’ex Club Tenco».

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