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Privatizzazione Casa Serena, FdI «Vogliamo risposte certe sul futuro dei dipendenti»

«Sono dodici i dipendenti comunali che, con la vendita della struttura pubblica ai privati, rischiano di passare da un rapporto di lavoro pubblico ad uno di natura privatistica»

Sanremo. I consiglieri comunali Lombardi e Cozza nonostante il parere della Corte dei Conti esprimono la loro preoccupazione circa il futuro occupazionale dei dipendenti comunali di Casa Serena e chiedono chiarimenti sulla loro ricollocazione in altri uffici comunali.

«Il nostro gruppo
- spiegano i consiglieri comunali di FdI Lombardi e Cozzagià a dicembre aveva depositato un’interpellanza con cui si chiedeva all’Amministrazioni lumi circa la reintegrazione dei dipendenti comunali di Casa Serena dopo che la struttura pubblica era stata inserita nel piano delle alienazioni 2020 e messa all’asta. Tra l’altro chiedevamo anche precisazioni sulle ripercussioni che un’eventuale privatizzazione avrebbe potuto avere sulle tariffe applicate agli ospiti della residenza e sul trattamento economico dei dipendenti comunali. Ad oggi purtroppo non abbiamo avuto alcuna risposta ufficiale da parte dell’Amministrazione comunale; l’unica notizia circa gli sviluppi di questa situazione, alquanto critica, è arrivata dalla Corte dei Conti che si è espressa in questi termini “…il passaggio del personale non è automatico ma consegue alla preventiva ponderazione dell’ente pubblico che individui, di volta in volta, le misure da attivare tra le diverse opzioni disponibili e le unità di personale interessato alla cessione…”: in poche parole la Corte dei Conti lascia all’Amministrazione stessa il compito di valutare se l’operazione di reintegrazione può essere conveniente o meno per il Comune. Questo, purtroppo, - continuano i due Consiglieri – non ci rassicura circa una possibile conclusione positiva di tutta la vicenda».

Lombardi e Cozza denunciano lo stato di prolungata inerzia dell’Amministrazione che fino ad oggi non è stata grado di dare risposte certe ai dipendenti comunali di casa Serena.

«Sono dodici i dipendenti comunali – concludono – che, con la vendita della struttura pubblica ai privati, rischiano di passare da un rapporto di lavoro pubblico ad uno di natura privatistica. Comprendiamo, quindi, questa preoccupazione, resa ancora più forte dal senso di incertezza che ruota intorno al loro futuro occupazionale e per questo chiediamo all’Amministrazione comunale, che ha il dovere di salvaguardare e tutelare i suoi dipendenti, di dar seguito al parere espresso dalla Corte dei Conti e riassorbire i dipendenti della struttura residenziale mediante l’utilizzo di procedure di mobilità prima che vengano effettuate le nuove assunzioni previste dal bando concorsuale uscito nei mesi scorsi».

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