Quantcast

Martina Rossi, iniziato il processo d’appello: è corsa contro il tempo per evitare la prescrizione foto

La giovane morta nel 2011 precipitando dal balcone di un hotel a Palma de Maiorca

E’ corsa contro il tempo davanti alla Corte d’appello di Firenze per evitare l’estinzione del processo per la morte di Martina Rossi, la ventenne che studiava a Genova ma che trascorreva lunghi periodi a Imperia con il padre Bruno Rossi e la madre Franca Murialdo, morta precipitando dal balcone di un hotel a Palma de Maiorca nel 2011.

Secondo l’accusa Martina stava fuggendo a un tentativo di stupro. Alla sbarra ci sono Luca Vanneschi e Alessandro Albertini, due giovani di Castiglion Fibocchi, condannati il 14 dicembre 2018 in primo grado a 6 anni con le accuse di di morte in conseguenza di altro reato e tentata violenza sessuale. Gli accusati hanno sempre sostenuto la tesi del suicidio.

In appello, però, si giudica solo il reato di tentata violenza sessuale di gruppo essendo nel novembre scorso andato prescritta   l’accusa di morte come conseguenza di altro delitto.

Il rischio prescrizione, però, ora pende anche  sull’accusa di tentata violenza sessuale di gruppo che dovrebbe scattare nell’agosto 2021.  Per questo motivo l’inizio del processo  inizialmente previsto per settembre 2020  è stato anticipato su indicazione della presidenza della Corte di appello fiorentina a causa delle polemiche e l’indignazione che il caso ha suscitato.

Il processo, con le discussioni delle parti civili e delle difese,  riprenderà il 17 febbraio.

«Il fatto che sia già andato prescritto metà processo per me è un’ingiustizia profonda. A mia figlia hanno fatto del male. Era una ragazza felice, era in vacanza», ha detto Bruno Rossi il padre di Martina.