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Coronavirus, Toti tentato di riaprire le scuole a Imperia ma si affida agli esperti dell'Istituto superiore di Sanità - Riviera24
Incertezza

Coronavirus, Toti tentato di riaprire le scuole a Imperia ma si affida agli esperti dell’Istituto superiore di Sanità

Il Governatore non ha ancora preso una decisione: famiglie e alunni sulle spine. Molti allievi degli istituti imperiesi arrivano dal savonese

riviera24 - Giovanni Toti

Genova. Il presidente della Regione Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook chiarisce l’intendimento già espresso nel punto stampa pomeridiano di chiudere le scuole per ancora una settimana nella sola provincia di Savona, riaprendole a Genova, La Spezia e Imperia, ma si affida al giudizio scientifico dell’Istituto superiore di Sanità al quale spetta la decisione definitiva che arriverà nelle prossime ore.

Ecco il suo lungo post:

«Finito di confrontarci con il Governo sulla situazione coronavirus in Liguria anche per prendere decisioni importanti, ad esempio sulle scuole e sulle manifestazioni pubbliche. La prima settimana di chiusura degli istituti scolastici si è resa necessaria ed è stata utilissima perché non conoscevamo l’origine del contagio. Ad oggi invece tutti i casi positivi della regione hanno una provenienza e conosciamo tutti i loro contatti, dunque non ci sono focolai né situazioni ignote e la maggior parte dei contagi provengono dagli alberghi di Alassio, che stiamo continuando ad alleggerire riportando a casa gli ospiti provenienti da fuori Liguria. Chi considera necessario chiudere le scuole per 14 giorni, lo leggo come ragionamento di molti, non tiene conto che i contagi si susseguono nel tempo, quindi il periodo di incubazione potrebbe slittare potenzialmente all’infinito in base a quando si manifesta il contagio. Perciò non c’è alcun fondamento scientifico che dimostri sia meglio chiudere una settimana piuttosto che due o più. Detto questo, d’accordo con il Governo abbiamo dato mandato all’Istituto Superiore di Sanità, che conosce perfettamente la diffusione del virus anche nella nostra regione, di stabilire regole appropriate per i prossimi giorni tali da continuare a contenere il contagio ma garantire anche, se possibile, almeno un parziale ritorno alla normalità, soprattutto nelle zone dove il coronavirus è totalmente assente e dunque non rappresenta al momento una minaccia. È evidente che l’unica area soggetta ad approfondimenti è quella di Savona, mentre sulle altre aree fortunatamente il lavoro della nostra sanità ha dato i suoi frutti. Alla luce di questo si deciderà nelle prossime ore se e dove riaprire scuole e manifestazioni pubbliche sulla base di un indirizzo che al momento vede prevalere l’idea della riapertura, almeno nella maggior parte delle province. Ricordiamoci tutti che il coronavirus non è necessariamente letale, anzi anche per quello che stiamo sperimentando proprio in Liguria molti soggetti affrontano la malattia a casa propria senza particolari sintomi e solo una minoranza necessita di cure importanti, che comunque i nostri ospedali sono in grado di fornire. Dunque invito tutti a non lasciarsi fuorviare dalla paura e dall’emotività e ragionare in modo lucido sulla base delle indicazioni scientifiche, cosa che noi abbiamo fatto fin dall’inizio di questa crisi»

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