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Coronavirus, secondo caso conclamato in Liguria: possibili misure più restrittive per le zone interessate

L’assessore regionale alla Protezione civile Giampedrone sugli "isolati" di Alassio: «Violare l’ordinanza è un reato»

Genova.  «Secondo caso positivo di coronavirus in Liguria rilevato in serata alla Spezia, è un paziente di 54 anni ricoverato nel reparto di malattie infettive del nosocomio spezzino. Il tampone è ancora in corso, ma abbiamo la certezza che sarà positivo, dopo di che sarà effettuato un secondo tampone e ci sarà la vidimazione nazionale. Il paziente italiano proviene dalla zona di Codogno ed è in condizioni buone». Lo ha comunicato questa sera il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

Dopo il primo caso positivo di coronavirus in Liguria che è stato riscontrato ad Alassio, si è aggiunto in serata il nuovo di un uomo della provincia della Spezia.

«Anche per questa persona – ha detto Toti – stiamo ricostruendo, come per Alassio, la catena epidemiologica. Si sa già che è passato per la zona rossa di Codogno per sue attività hobbistiche e poi è ritornato a casa.  Anche in presenza di questo secondo caso non cambia l’ordinanza emanata che resta in vigore fino a domenica, se la prorogheremo verrà deciso non prima della riunione con il governo di lunedì mattina.” “La situazione è seria – ha sottolineato Toti – ma non bisogna drammatizzare, in serata ho dato l’intesa al decreto emanato dal presidente del Consiglio dei Ministri che prevede linee guida per le regioni con focolai e in questo modo si proseguirà, almeno fino a domenica, a meno che domani, in accordo con il Governo, non vengano assunte misure più restrittive per determinate zone».

SORVEGLIANZA ATTIVA

Al momento sono 347 i pazienti in sorveglianza attiva:

Asl 1: 25

Asl 2: 165

Asl 3: 40

Asl 4: 33

Asl 5: 84

In questo momento sono in corso altri 5 tamponi di verifica che risultano tutti negativi.

Nella zona di Alassio sono ancora in corso tre tamponi provenienti dalla stessa struttura alberghiera della paziente ricoverata al San Martino di cui verranno date notizie domani.

HOTEL DI ALASSIO

Ammontano a 146 le persone già prese in carico dalla Protezione civile regionale all’interno dell’hotel di Alassio, dove resteranno nei prossimi giorni, a cui si stanno fornendo pasti. La protezione civile regionale è impegnata a dare risposte a tutte le persone in quarantena. Anche i medici che sono entrati in contatto con la paziente ricoverata al San Martino sono stati rintracciati e ora sono sotto sorveglianza.

L’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone che sta affiancando i titolari dell’albergo di Alassio presso cui ha soggiornata la paziente del San Martino ha ribadito che «violare l’ordinanza è un reato, ma non esiste un piantonamento h24».

AMBULANZE ATTREZZATE

Sono sei, una per ogni punto 118 e vengono sottoposte a decontaminazione dopo ogni viaggio.

L’assessore Viale ha ricordato la prosecuzione dei tavoli tecnici che si sono riuniti oggi “per condividere le azioni e la diffusione di informazioni a tutti gli operatori sanitari e per far conoscere al meglio le modalità di accesso al sistema. Stiamo puntando ai 25.000 operatori sanitari del nostro servizio sanitario, ma anche agli operatori della sanità privata per evitare difformità sul territorio regionale. Abbiamo inoltre ribadito a tutti di non recarsi presso gli studi medici ma di telefonare. Inoltre abbiamo aumentato alcune unità lavorative presso la ASL 1 e la ASL 2 e chiesto ai pediatri e ai medici di medicina generale di essere reperibili dal lunedì al venerdì. Tenendo conto che nel fine settimana è previsto il servizio di continuità assistenziale della Guardia medica”.

INFETTIVOLOGI

L’infettivologo Matteo Bassetti ha confermato le buone condizioni della paziente del San Martino e ha ribadito che «si tratta di un’infezione che decorre in maniera lieve e solo in piccola percentuale in modo grave. Anche questo caso confermerebbe che le condizioni sono discrete e che, se non fosse stato per il momento epidemiologico in corso, la signora sarebbe stata gestita a casa dal suo medico di base. Nel 90% dei casi è una patologia che si autoelimina e che può essere più impegnativa nel 10-15% dei casi e solo nel 5% può avere un andamento critico. Siamo comunque pronti con farmaci sperimentali per usarli nel caso le condizioni dei pazienti si facessero critiche». L’infettivologo Giancarlo Icardi ha voluto ricordare che entrambi i due casi liguri sono di importazione e sono correlati alla zona rossa della lombardia. “Non siamo di fronte a un supervirus – ha detto Icardima  a un virus nuovo su cui abbiamo innalzato la soglia di attenzione. Si sta facendo il massimo per bloccare la catena epidemica».

TENDE

Sono state sistemate tre tende per il triage di pazienti che manifestano sintomi respiratori e alterazioni febbrili e che si recano,