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Coronavirus, monsignor Fabbris ai fedeli imperiesi: «Non bisogna sentirsi turbati dalle norme restrittive»

«Questo digiuno eucaristico inatteso e forzato, proprio all‘inizio della Quaresima ci comunica quanto sia indispensabile e nutriente per la vita dell‘anima il Pane Eucaristico e ci invita a pregare, con più consapevolezza»

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Imperia. Monsignor  don Lucio Fabbris si esprime in merito alla situazione di emergenza creatasi a causa del Coronavirus: «Chi ha una buona consuetudine di vita con Gesù Eucarestia non deve sentirsi turbato dalle norme restrittive emanate dalla Conferenza Episcopale Ligure, che, a seguito dell’Ordinanza della Regione Liguria, ha ordinato di ridurre all’essenziale le forme e i luoghi d’incontro abituali con Lui della Comunità credente.

Paradossalmente, proprio grazie alla loro eccezionalità, queste norme precauzionali possono acuire e incentivare una relazione più motivata e consapevole con Gesù. Le chiese restano infatti aperte durante i consueti orari di apertura e di chiusura giornalieri, festivi e feriali. E‘ dunque possibile accedervi in ogni momento senza restrizioni.

Gesù, presente sacramentalmente nel Tabernacolo, è visitabile per chi lo desidera ad ogni ora del giorno, anche se non in momenti ufficiali prestabiliti. Il Sacrificio Eucaristico ha un valore salvifico in sé e non per la presenza dei fedeli: le diocesi che non hanno infatti vuotato al sacerdoti dl celebrare in privato.

Domenica 1 marzo, per soddisfare il precetto, si può assistere validamente a una celebrazione via radio e via tv: non è certo la stessa cosa, ma è pur sempre un bene di cui fare tesoro in famiglia. Per i genitori, può essere addirittura l‘occasione di poter svolgere con i figli quel mandalo catechistico originario che abitualmente si delega ai catechisti.

Le campane continuano ad annunciare alle ore canoniche ( 8.30 e 18 feriali; 8.30, 10.30, 12, 18 festivi in Basilica, alle 17 e 9,30 A M S.) la celebrazione delle Ss Messe, per cui è possibile, ovunque ci si trovi, unirsi spiritualmente al Sacrificio Eucaristico e riscoprire l‘ottima e desueta opportunità della Comunione spirituale.

(“Gesù, credo che sei presente nel Santissimo Sacramento dell’altare. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti nella Santa Comunione, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, ti abbraccio e mi unisco a te. Non permettere che mi allontani più da te. Amen”)

Questo digiuno eucaristico inatteso e forzato, proprio all‘inizio della Quaresima, (mai ci saremmo aspettati questa forma di digiuno!) ci comunica quanto sia indispensabile e nutriente per la vita dell‘anima il Pane Eucaristico e ci invita a pregare, con più consapevolezza, per quanti abitualmente e colpevolmente se ne privano.

L‘emergenza sanitaria costringe, non da ultimo, a non vivere troppo intimisticamente il rapporto con Gesù Cristo, ma obbliga a farsi carico nella preghiera della situazione globale di malessere e di spaesamento esistenziale che attraversa l‘umanità tutta. A questo proposito è possibile trovare in Basilica nella Cappella dell‘Adorazione una preghiera finalizzata a questo scopo».

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